Monday, May 26
Difficile riuscire a spiegare questa voglia terribile di sfuggire.
Questi tempi di maggio pomeridiani che si scappava per metafora o per sogno e adesso non mi basta più né la metafora né il sogno completamente buio,
non c'è un posto per noi.
E le volte come oggi dico soltanto: che sono sfrattata mi vedete tutti ma non avete una graticola adatta per me, mi spiace, mi macchio il vestito pulito e il mio bilico è che vorrei stare in qualsiasi posto che non sia nel mondo, spiacenti.
C'è chi questa cosa la confessa quasi a bassa voce quando nessuno può sentire, si sente di dare una giustificazione del perché si trova mille volte meglio così. Io dico che non ce n'è bisogno.
Dico che in un batter d'occhio trovarsi un suono di sirena d'ambulanza nelle orecchie, dico che respirare polvere di libri o polvere di mura sbriciolate è un continuum imprevedibile e quasi da barzelletta.
Dico che svegliarmi come stamattina, che De Gregori suonava quel che si era un tempo, e scandiva gli pseudo-colpi di stato che avrebbero capovolto questi patetici piccoli regimi inesistenti. Suonava quel che si era
Dico che potrei regalarmi una vacanza o stare qui a guardare.
Dico che. It's hectic and I still don't know.
Previewing and guessing Elenie @
4:24 PM
Friday, May 23
Per la verità non è che avessi in mente tutta una dialettica sullo stare fuori dal mondo. Che io poi ci riesco senza stordirmi, senza dare testate, il che suppongo significhi che ho un cervello piuttosto easy, che funziona quel tanto che basta perché un interruttore si riveli efficace, uno solo, ed è a portata di dito. Oppure che ho una discreta dose di self-control, ma è una cosa che proprio ieri non avrei detto. Ieri che appena fuori visuale mi veniva un capogiro e la voglia di chiudermi lo stomaco con una colata di cemento.
Forse sembro scema e fuori di testa, ma quella volta prima di dormire il suggerimento che è arrivato da dentro l'armadio o da fuori la finestra era che di fatto una verità o almeno, come direbbero i Buddhisti, un certo grado di verità: l'essere stati fuori dal mondo in due, al contempo, e credo che abbia continuato ad essere un dato di fatto possibile o probabile. In 2 insieme, il che sembra paradossale a chi mi conosce e anche a chi non mi conosce, però ricordarmelo, voglio dire, e poi-
E poi basta, lo so che sono una delusione.
La figura genitoriale femminile porta avanti le sue battaglie e parla a un numero imprecisato di spettatori, fosse stato un film americano ci sarebbe stata una colonna sonora d'effetto e gli occhi lucidi. Ma non lo era e anzi probabilmente su una pellicola sarebbero rimaste impresse persino delle disgustose goccioline di sudore.
Era una battaglia che ancora per me presenta dei lati oscuri ma sembra sia tuttavia stata vera, reale quanto Waterloo, una Waterloo in miniatura perché l'effetto psicologico è quello, quasi quasi comincio a pensare che sia vero che in pochi riescono ad esprimersi o a combattere se non per liberarsi mani e piedi.
Che nessuno centra mai l'argomento e gira intorno e fa tutt'altro, come leggevo ieri
qui, si attacca la tua fronte spaziosa e le tue orecchie a sventola e ci si sente eroi.
Eroi sulla munnezza, tanto per restare in tema.
Previewing and guessing Elenie @
8:01 AM