E' così.
Lo sgomento servito in un vassoio da portata, sulle mani, su ogni dito, e poi raccogliere l'attenzione e i particolari, osservare gli occhi e più volte pensare a che cosa voleva dire quell'altro momento. Sono l'unità di misura per qualcos'altro, empiricamente affidata all'istinto allora come ora. Se te lo chiedessi ora - mi dico - non è troppo tardi?, mi sembra quasi di sentire proprio con queste orecchie. Mi pare di ricevere una risposta di quelle, di poter rimediare al nulla, che mi aiuti e posso accorgermene, e dove sbaglio e cosa dire, a ognuno la sua piccola parte, che chiudi un cerchio forse perché l'abitudine non oppone più obiezioni, forse perché così ho la sensazione di poterlo fare.
Che abbiamo una soluzione per salvare, che si può imparare, che si può sbagliare.
Che quella che ne risulterà sarà comunque un'era a parte, vediamo di costruirla migliore rimediando ai bug delle precedenti, perché le notti passate sono già state scritte minuto dopo minuto, non è vero?
Quando si dice la suggestione.
Ho anche sognato una magia, con strega e tutto, e lei che ridiventava una bambina. Anni di meno, ma le unghie vecchie. Non lo so.
Mi è passata la voglia di decimare la popolazione universitaria e bruciare le carte di segreteria. Sono fatta così. Stare immobili a imprecare non fa più per me. Ho risolto un po' di nodi e, alla fine, non si può dire che ci sia ragione particolare per avere fiducia, beninteso.
E' solo che al momento non ho bisogno di utopici espedienti.
Io ci sono.
~Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai, cambierà.
Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va....~