Sunday, April 30, 2006

--- post posticipato ---
in cui si apre una scatola impolverata ben mimetizzata in un angolo della camera e vengono fuori gli anni conservati come gioielli cartacei, tra francobolli svolazzanti scopri tonnellate di pensieri su cartoline che non ricordi neanche di aver mai tirato fuori dalla cassetta delle lettere milioni di anni luce or sono.
Un groviglio di voci che un tempo ci provavano a farsi sentire sul sommesso parlottare di un'età in rapida transizione che discrimina tutto il resto.
E' come tornare a guardare attraverso il cristallo dopo averlo lucidato, con cura, ricostruire un'armonia che si evolve e, in quei nodi sopra i quali il cielo è cambiato o sta cambiando, alla fine si rinnova e diventa sempre più bella, sui passi di un Pattinatore che del ghiaccio fa il suo regno.

[C'è un momento che non avverti niente a parte uno sbiadito desiderio originato dal nulla.]

Ed il Patetico Pensiero dell'occasione è l'immagine di quelle voci e di quelle persone che tolgono il coperchio alla loro scatola, e, a un certo punto, sorridono.

[C'è un momento che il paesaggio ti scorre intorno e allora pensi a un bambino che deve nascere -ed è nato- e a uno che non c'è più.]

[C'è un momento che quando guardi in alto non ti accontenti di ciò che sei ma vuoi agitarti vorticosamente ora in una direzione, ora in un altra. Per non perdere mai né il sole, né la luna.]

Friday, April 28, 2006

Festività passate zitte fuori dalla testa - vagabonda con tutto il corpo su mille treni. L'abbandono sull'erba in reverenziale rispetto per una torre che sta su come per una scommessa, l'acquazzone che saluta il Ponte, la presa per i fondelli della versione in carne ed ossa di due personaggi femminili di una commediola americana sono stati momenti topici, e la mente vacilla nel cercare l'Ordine - ché lo scorrere del tempo è sempre più soggettivo man mano che il tempo passa e
(anche per colpa dei treni)
e coccole, discussioni, tutto sbiadisce veloce e i giorni sono tanti. A riprender fiato, alla fine, rimane da
(ridere beffardi e per puro divertimento, occhi chiusi)
salutare questa Te rilucente e cangiante che sa un po' di più cosa vuole e perché, e cosa E'. Con tutto quel mondo tra quattro mura pure tornare adolescenti e riconciliati una volta in più col tempo prima di ricapitombolare all'umido oggi con la pioggia sul viso e un sassolino in borsa.

Thursday, April 20, 2006

Il vento sulla pancia.
Nel mondo delle percussioni, in cui anche le banane se shakerate danno ritmo. Una specie di codice che è anche quello un modo diverso di sentirsi a casa, dalla parte della musica.
Le danze dei turisti sotto il sole suggeriscono che la città è sveglia ed è sotto il tiro della stagione calda, e pare quasi di sentirla respirare da quei vuoti sotterranei.
La voglia di prendere una matita in mano, senza sapere cosa tracciare - forse, solo la linea di quel respiro che è l'unica voce che ho sentito davvero.
Tutto il resto, l'ho solo visto.

Wednesday, April 19, 2006

Una lettera in un uovo di pasqua fatto in casa è quanto di più inaspettato. Ché il cioccolato sulla lingua ha una consistenza diversa, unica, intima come un segreto. Preziosa. L'uovo più bello del mondo, costruito con pazienza come un sentimento nel cuore.
Poi poi-poi, a sentire di viaggi - e a vedere milioni di bellissime fotografie - anche l'irreale aveva assunto questa nota di realtà tangibile, ed era naturale raccontare una presenza, sì, salvo poi involontariamente e inconsciamente scambiare i nomi e le identità, dopo.
E che cavolo.

Tuesday, April 18, 2006

Per non avere più la sensazione di parlare con una persona che sta lontana mille miglia, da qualche parte al di là del mare - dell'atmosfera terrestre, forse - bisognerebbe far uso di legacci perché è troppo insensato e nocivo starsene coi piedi a terra e le ali spiegate.
Ci si potrebbe accorgere di avere ali di cartapesta.
Ed è meglio stare seduti su un divano morbido, forse non serve a niente, però noi siamo qui, così magari si smette di pensare.

Invito a cena da un'amica il cui matrimonio sarà vissuto dal punto di vista privilegiato della testimone, e così saltano alla memoria gli occhi dolcissimi e silenziosi di lei a 9 anni. E come sono oggi.

Ed è una settimana che vede i festeggiamenti di 25 anni di un altro matrimonio, e poi una nuova piccola fuga.

Tempo che passa, Elenie stralunata e distratta.
Che ha bisogno di svecchiarsi.

Sunday, April 16, 2006

C'era questa famigerata terra che era mia, diversa da quella vera, foderata di terriccio rosso. Un gigantesco campo da tennis solitario in cui il sole riluceva, in una vallata di monti adagiati e praticamente addomesticati, innocui. Il fantasma di un villaggio western di terracotta che il vento smuoveva e arrossiva.
Un quadro desolante in cui non c'era più nulla da riconoscere, nulla che appartenesse. Solo qualche essere umano confuso, e uno in particolare.
Che portava sul viso la sua ferita, ed andava di fretta dicendo di avere 3 figli a cui pensare.

Nel frattempo è arrivata la Pasqua. E all'Elenie non dispiace gettarsi nella mischia di parenti che non ascoltano consigli e pargoli urlanti e scalpitanti. Udite udite.
C'è da dubitare della sua lucidità mentale, così, a prima mattina.

a chi passa di qua, un po' di auguri recapitati via blog.
Non si può dire che facciano male.

Friday, April 14, 2006

Oggi mi sono svegliata con una nota di sospetto nella testa, e mentre pascolavo allegramente per casa in stato di nullafacenza mentale et fisico, ho capito che l'impressione è di stare vivendo la vita di qualcun'altro, e non so da quanto va avanti questa storia.

Ok, diciamo pure che mi restano una manciata di giorni di pausa per auto-tradurmi i concetti e parafrasarmi i sogni - l'unica immagine più chiara è fatta di ghiaccio, chissà perché -, il tutto tra la preparazione di un dolce pasquale e qualcos'altro.

Thursday, April 13, 2006

E' che io penso che i rapporti interpersonali debbano essere il più possibile naturali. Se viene spontaneo stare insieme, appoggiarsi gli uni agli altri, amarsi, ben venga, è la cosa più bella che ci si possa aspettare.
Se così non avviene, pazienza.
Ecco perché l'Elenie non si sforza mai di trovare un contegno, ed è se stessa fino in fondo, fantozziana fino in fondo se è così che vanno i tempi - sì, non c'è un limite all'idiozia della sottoscritta e al numero di figure melmose che riesce a raggruppare in un solo misero giorno, roba che a volte le viene da ridere e da piangere contemporaneamente, come ieri -, e nemmeno ci fa più caso.

[C'è un momento giusto per ogni cosa, il momento che ti prepari a vivere costruendolo dentro di te, in cui tutto può essere perfetto perché la tempestività forse è una dote che uno la sente, questione di predisposizioni, forse, o di circostanze. Ecco perché certi incontri non potrebbero mai avvenire se non per caso, in una nube di rassegnazione e di nulla.]

In realtà è tutto drammaticamente più complesso se vai a considerare gli istanti concreti.
Perché poi

non si può pretendere troppo.

[Finalmente, un altro esame è out]

Tuesday, April 11, 2006

Poi ci sono giornate che si torna stanchi, fradici, e le borse sotto gli occhi - minuscoli - ti fanno sembrare reduce da chissà quante notti insonni. E' lo studio di questi tempi a fare l'effetto spaventapasseri. Credo di aver spaventato vivi e morti.
Ho sempre un po' invidiato, bonariamente e ingenuamente, i pendolari o pseudo tali, che sembrano spostarsi da una vita all'altra, talvolta dagli estremi, bisogna solo essere fortunati quel tanto che basta - la fortuna, quella aiuta sempre molto ed è la vera incognita - e si può godere di neve e d'estate, una spaccatura e 2 vite che te le scegli o le lasci andare così. [Confermo, è una punta d'invidia verso qualcuno--]
Quando poi c'è la voglia di rilassarsi con gli occhi chiusi e l'impagabile musica, ecco che una canzone
~Feels like I'm
Looking for a reason
Roamin' through the night to find
My place in this world
My place in this world...~

sbuca dal nulla.

[No comment politico]

[Senza gridare]

Non avevo ancora sperimentato la telepatia postale, quando sogni e arriva la lettera con le parole scribacchiate su un pullman dall'altra parte della terra, e i parallelismi impossibili tra 2 vite. Inquietante.

Domani finalmente dovrebbe iniziare un po' di relax, dopo una settimana di abbiocco da libro universitario - abbiocco forever!!

Mi ritrovo a sognare un po'. A bassa voce, che non lo senta nessuno, non troppo almeno.
[Sguazzi di assolato sud. Che è già un po' estate. E mi ricordo certi posti che ho visto, in qualche dimensione. Velati di frasche nostalgiche. E io, somiglio a qualcun'altro.]

Thursday, April 06, 2006

Con tutta probabilità non esisterebbe al mondo nessun essere umano che si lascerebbe distrarre dallo studio per fotografare ...un vasetto di yogurt alla banana. Ma un mondo conquistato dalle proprie idee è un mondo in certo modo affascinante in cui vivere e fregarsene.
[Pensieri capitalisti in una mente ottenebrata dalle psicosi sono quanto di più pericoloso possa esistere.
Lo sanno tutti
.]

Ogni tanto bisogna rinfrescarsi la memoria coi ricordi, ricostruire nella mente le direttive di un mondo che non c'è più. Oggi mi sono resa conto di aver dimenticato molte cose. Tante le ho capite dopo. Su altre, non vale per niente la pena soffermarsi.
Bene così.

Wednesday, April 05, 2006

Inquinata e sporca fino agli occhi, qualcosa che la pioggia sembra saper solo intensificare, sommaria, grossolana, fastidiosa.
Che una volta una parola probabilmente avrebbe guarito le escoriazioni di una giornata ruvida. Ricordo vagamente. Hmmmm.
Fatto sta che ora il tempo segnala la fine di un'era e non mi sento sicura che la cosa mi vada a genio. Non sono certa di aver tirato a lucido lo sguardo e preso abbastanza souvenir. Né di voler cambiare.
[Ma se uno soltanto lo desiderasse, potrebbe evitarlo, giusto? In fondo, chi altri decide?]

Tuesday, April 04, 2006

~Buongiorno, bambina,
il sole ti guarda ormai...~

Adorata confusione infrasettimanale, in cui nel caos dello smog delle ore di luce ci si confonde tutti quanti assieme. Come in una gigantesca sala da ballo sorridente di festa, o in una maratona giornaliera e incomprensibile e bella per questo. Il fine settimana trattiene il respiro per guardare cosa accadrà, c'è il riposo della terra, mentre sopra, i colpi di scena sorprendenti che possono decidere le sorti di un bivio.
E c'è questo cielo che poi mi sembra di vederlo limpido - mi sembra - e ne ho quasi paura, allucinantemente idiota Elenie. Ché in un pomeriggio primaverile stai lì a guardarti intorno e a scoprire la fauna umanoide, che ti circonda - il fantasma, il folle immaginativo, senti articolare la vita e balza alla mente che l'amicizia è la cosa più importante, anche più dell'Amore - un'Elenie tendenzialmente e deliberatamente single -, è da solo un motivo più che sufficiente per esistere.
E vagheggiare viaggi lontani e creature mitologiche, folletti sbucati dal nulla, questo Timbuctù famigerato e colorato che risiede dentro l'anima. Ciò che sbiadisce quando gli stimoli si sgretolano, ciò che è prezioso al mattino presto con la nebbia.
Ciò che speri di non dimenticare mai quando chiudi gli occhi e fuori fischia il vento invernale.
Ciò che si è.
~Fai finta che sia tutto ancora da inventare, e non lasciare mai
che niente possa disinnamorarti il cuore, e non cercare più
una ragione a questo tempo che ci trascina via con sé,
perché anche questa vita ancora vita è!~

Monday, April 03, 2006

[Per ricordare.]

E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.

Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farvi simili a voi:
La vita procede e non s'attarda sul passato.
Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dellì'Arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.

(K. Gibran)
La rabbia e l'inorridimento di fronte alle nefandezze che si possono commettere a un bambino, e a tutte le altre forme di vita innocenti compromesse,
La malinconia perché un anno fa qualcuno se n'è andato e se ne sente dolcemente la mancanza,
La serenità per una giornata dall'aria incredibile trascorsa bene, in un equilibrio che sembra di carta.

Stasera mettendomi a letto mi ricordo di sorridere di un nonnulla all'oscurità.
Prendo le chiavi, spengo la luce, accosto delicatamente la porta.
[E lascio il silenzio.]