Festività passate zitte fuori dalla testa - vagabonda con tutto il corpo su mille treni. L'abbandono sull'erba in reverenziale rispetto per una torre che sta su come per una scommessa, l'acquazzone che saluta il Ponte, la presa per i fondelli della versione in carne ed ossa di due personaggi femminili di una commediola americana sono stati momenti topici, e la mente vacilla nel cercare l'Ordine - ché lo scorrere del tempo è sempre più soggettivo man mano che il tempo passa e
(anche per colpa dei treni)
e coccole, discussioni, tutto sbiadisce veloce e i giorni sono tanti. A riprender fiato, alla fine, rimane da
(ridere beffardi e per puro divertimento, occhi chiusi)
salutare questa Te rilucente e cangiante che sa un po' di più cosa vuole e perché, e cosa E'. Con tutto quel mondo tra quattro mura pure tornare adolescenti e riconciliati una volta in più col tempo prima di ricapitombolare all'umido oggi con la pioggia sul viso e un sassolino in borsa.
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