Tuesday, August 12, 2008

Caldo e poi non troppo.
Che si parla di andare.
Si parla di andare perché in fondo è naturale.
Ci si riconosce a stento nella cornice inusuale di corridoi che si snodano tra assi di legno e porte, in cerca di un adattatore da spine di corrente.
Un arcangelo con un dittongo a lavoro verso ferragosto.
Agosto è un battito d'ali e qualche piuma che svolazza via.
Dalla mia testa, dalle mie ciglia, e corro il rischio di entrare nell'ordine di idee che certe volte le immagini siano l'unica forma di vita pulsante.
Nell'ordine di idee, quantunque - dico proprio "quantunque" - che si entra in contatto per una deriva casuale e non c'è nessuna forma di volontà. Lo stesso moto deve funzionare al contrario, immagino.
E qualcuno l'aveva detto e non ricordo chi.
E qualcuno aveva detto tante cose.
~E sono in onda
Chiudo gli occhi e ti vedo forte e chiaro
E sono in onda
Il mio nemico è in piedi ed io lo vedo ride
Fermo sulla sponda
Ed io lo guardo e gli sorrido
Mentre la mia nave affonda...~


Agosto è un battito d'ali...

Wednesday, August 06, 2008

Quindi.
Riposare e riprendere fiato, da oggi, senza raccogliere le briciole dal piatto, quelle dolci lì da ammucchiare con la lama del coltello. Lasciarle lì come quell'attenzione verso piccoli particolari, il toccarsi un orecchio con tre fori far roteare un orecchino utilizzare un collirio osservare il modo di osservare e il modo di essere osservati, se fosse una sceneggiatura sarebbe di stephen king, quelle classiche associazioni che ricorrono pagina dopo pagina, che non c'entrano nulla, quelle cose che solo qualcuno nota,
che a me saltano all'occhio come troppe cose, specialmente se di fatto sono già saltate all'occhio a qualcuno,
che vengono a galla in altri momenti, tipo dormendo, tipo che un momento diventa un particolare.
Lasciare tutto così e tornare solo quando sarà il momento e poi vederci chiaro, oppure scegliere il passo esclusivamente intellettualoide che non ha altri particolari da svelare che non ha niente da dire, e fare così.
Fare così con tutto il resto, con le cose che non vanno, con la città spopolata e il caldo nella gola.
Fare così con tutto oppure questa volta aspettare che tutto il resto faccia qualcosa.

Monday, August 04, 2008

Credo che non riuscirò più a svegliarmi dopo le 7.30, non per tutto il resto dell'estate, questo agosto passeggia circospetto, indolore, senza fare nessun rumore. Mi farà sentire come in un quadro di de Chirico ma con le ombre diverse, io spero di non aver iniziato ad aspettarmi qualcosa, ché tanto si sa che è una di quelle idee made by elenie.
L'elenie si trova a recuperare sullo ssiòpping estivo, quello che nessuna ragazza si fa mancare mai, questo per dirvi com'è l'elenie.
Dicevo, sarebbe una di quelle idee lì, da scartare a priori per il bene dell'umanità, letteralmente eppure è possibile, è probabile, non saprei.
Ho capito che d'estate mi riprendo ancora più difficilmente dai formicai umani, i luoghi brulicanti di materiale umano in cui bisogna fingere che sia divertente, ma faccio fatica persino d'inverno, con 10 gradi addosso, così poi con questa smania di divertirsi a tutti i costi è un'istigazione a delinquere per emergere dal delirio di massa.
Comunque sia i punti focali di tutta le storie che volete - e si badi bene che col cervello in ebollizione tipico di agosto sarebbe meglio non continuare a leggere questo post - sono sempre gli stessi e la sottoscritta ne è ben consapevole. La maturazione è tutto un collocare le esperienze di oggi domani dopodomani in uno stesso casellario già stampato nei lunghi tempi già vissuti, è un diventare inconsapevolmente tristi con una spontaneità che non più credibile, antica, inefficace. Come capita a me, certe volte, di sentire.
Andare a vivere in un altro paese implica necessariamente diventare una persona un po' diversa, un po' o tanto a seconda, e implica anche che, pensandoci, forse si compirebbero scelte diverse. Come ora che, a riesaminare il libretto, (e sono l'unica persona a farlo il 4 di agosto, ma forse quando si è in dirittura d'arrivo è anche normale) capisco almeno 2 cose: a) che avrei potuto fare certamente di più; b) che con questi presupposti non intendo dimostrare niente a nessuno con un voto diverso sul libretto. E arrivo a pensare persino: se andassi a vivere in un altro paese, può darsi che col tempo decida di rimettermi a studiare da capo. Di farlo per bene. Ma questo implica forse una testa troppo diversa ed esagero.
Però mi serve per dire che c'è bisogno di chiedersi che versione siamo se stiamo qui o dall'altra parte dell'oceano, perché il grado di rischio che ti è concesso di toccare è diverso, e il tipo di lontananza particolare spezza troppi fili rossi e bianchi sul più bello, sulla traiettoria delle navi o magari passa attraverso il triangolo delle bermuda, o è colpa del motocross, del parapendio, della corsa sfrenata sul ciglio di un dirupo, e se poi si vuole ripristinare qualcosa diventa difficile.
Non si ha niente da perdere in patti come questi, ad arrancare, a non sapere che dire ma provarci, saprei forse da che parte cominciare con un po' di convinzione in più; e queste pale da ventilatore che fanno finta di spingere aria oltre che danze di polvere, mi fanno solo pensare che non c'è momento migliore per cacciare le parole in punta di labbra e farle rotolare giù.
Saprei da dove cominciare, saprei da dove spiccare il volo.

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Pesci (19 febbraio - 20 marzo)

Due miei amici che stanno per sposarsi hanno pedalato per giorni da sud a nord lungo la costa della California, andando da San Francisco fino al confine con l’Oregon. Nel loro tragitto hanno incontrato molti ciclisti che andavano da nord a sud e pochissimi che pedalavano nella loro direzione. Alla fine hanno capito perché: per tutto il viaggio hanno avuto il vento contro. Quando i miei amici si fermavano per riposarsi, gli altri ciclisti chiedevano perché andassero in quella direzione. E loro per scherzare rispondevano: “Stiamo rafforzando il nostro carattere. Così temprati, potremo amarci anche dopo il matrimonio”. Prendili a modello per le prossime settimane, Pesci. Pedala anche tu controvento per prepararti al prossimo grande compito: rendere i tuoi rapporti intimi più interessanti e duraturi.