Minchia. Da quanto tempo che
che non sentivo una parete sullo stomaco, che non grattavo la carta vetrata, che
avere il corpo contratto in un corpetto troppo stretto che tendi le braccia ma quelle rimangono a corto di circolazione e
e non riuscire a stendere le dita che si disfano
poi
e poi, in ultimo
la sensazione di essere su un binario morto.
Non me la ricordavo ed era questo il nome che non sapevo. E' durata solo pochi istanti ma.
Minchia.
Tuesday, October 30, 2007
Sunday, October 28, 2007
Non so ancora com'è.
Però è un brutto modo di passare le ultime ore della domenica.
Quasi come catturare gli ultimi spifferi che sono quelli che ti fregheranno la salute senza saperlo.
Ma stasera è proprio che
che per ogni volta che mi do della stupida c'è un istante posato sull'altro piatto della bilancia in cui gira diversamente
che bastano lineamenti tondi e piccoli che non ho avuto il coraggio di gettare lontano perché mi si ridisegni tutto nella mente.
A volte i ricordi sono associati a canzoni, no?, è un processo quasi scontato.
Ma lo è pure associarci i soffitti sotto cui li si è pensati ?
Avrei paura di azionarlo ma ci vorrebbe. Il pulsante del fast forward. Tenermi inquadrata e andare avanti veloce. Veloce. Veloce. Fino alle vertigini.
Però è un brutto modo di passare le ultime ore della domenica.
Quasi come catturare gli ultimi spifferi che sono quelli che ti fregheranno la salute senza saperlo.
Ma stasera è proprio che
che per ogni volta che mi do della stupida c'è un istante posato sull'altro piatto della bilancia in cui gira diversamente
che bastano lineamenti tondi e piccoli che non ho avuto il coraggio di gettare lontano perché mi si ridisegni tutto nella mente.
A volte i ricordi sono associati a canzoni, no?, è un processo quasi scontato.
Ma lo è pure associarci i soffitti sotto cui li si è pensati ?
Avrei paura di azionarlo ma ci vorrebbe. Il pulsante del fast forward. Tenermi inquadrata e andare avanti veloce. Veloce. Veloce. Fino alle vertigini.
Friday, October 26, 2007
Perdonatemi questa oroscop-ossessione.
Ma. Non riesco a trattenermi.
Pesci (19 febbraio - 20 marzo)
Stai infrangendo le regole del gioco? Stai deludendo le aspettative di tutti? Stai aggirando le convenzioni su come le cose sono sempre state fatte? Ottimo lavoro, Pesci. Ma perché fermarti qui? Perché non evocare una provocatoria verità che ti permetterà di sospendere un paio di vecchie e noiose leggi di natura? Dopotutto in questi giorni la trasgressione lirica è la tua specialità. È uno di quei rari momenti in cui i tuoi "peccati" sono così sublimi e necessari da non generare nessun karma negativo. Travestimenti consigliati per Halloween: mescola una divinità con un supereroe, per esempio Budda e Spiderman, oppure Atena e Tempesta di X-Men, o ancora Gesù e Neo di Matrix.
Ok.
A parte il fatto che mi piace da impazzire.
Entriamo in un periodo di decadenza generale, venuta giù all'improvviso e preoccupazione spicciola col contagocce.
Poi, l'immancabile guasto all'auto di famiglia.
Dicono che sembra che l'elenie sia tornata la solita ma perché, mi chiedo, nessun caso umano, per favore, non è dell'elenie che si sta parlando.
Un cappotto in una busta.
Dicono che tornerà il freddo e io annego nelle righe di carta stampata. Metto su Bring me to life degli evanescence. Preparo il momento, ma senza dirlo né pensarlo perché non ne posso più.
Ma. Non riesco a trattenermi.
Pesci (19 febbraio - 20 marzo)
Stai infrangendo le regole del gioco? Stai deludendo le aspettative di tutti? Stai aggirando le convenzioni su come le cose sono sempre state fatte? Ottimo lavoro, Pesci. Ma perché fermarti qui? Perché non evocare una provocatoria verità che ti permetterà di sospendere un paio di vecchie e noiose leggi di natura? Dopotutto in questi giorni la trasgressione lirica è la tua specialità. È uno di quei rari momenti in cui i tuoi "peccati" sono così sublimi e necessari da non generare nessun karma negativo. Travestimenti consigliati per Halloween: mescola una divinità con un supereroe, per esempio Budda e Spiderman, oppure Atena e Tempesta di X-Men, o ancora Gesù e Neo di Matrix.
Ok.
A parte il fatto che mi piace da impazzire.
Entriamo in un periodo di decadenza generale, venuta giù all'improvviso e preoccupazione spicciola col contagocce.
Poi, l'immancabile guasto all'auto di famiglia.
Dicono che sembra che l'elenie sia tornata la solita ma perché, mi chiedo, nessun caso umano, per favore, non è dell'elenie che si sta parlando.
Un cappotto in una busta.
Dicono che tornerà il freddo e io annego nelle righe di carta stampata. Metto su Bring me to life degli evanescence. Preparo il momento, ma senza dirlo né pensarlo perché non ne posso più.
Tuesday, October 23, 2007
Che il velo del Cristo Velato fosse proprio un velo è un dubbio che non mi aveva mai sfiorata prima, ma poi capita di essere colta in castagna lì per lì. Tre libri in tre librerie diverse e mi avvilisco per i soldi che vanno via così, se poi penso a quell'energumeno da cui dovrei andare a conferire.
Tappa: taglio di capelli annuale perché gli eventi vanno ricordati e questo è un evento come avrete capito -, ma con la novità che per la prima volta hanno avuto il coraggio di dirmelo. Che i capelli di elenie sono TANTI, e hanno la radice ricciolizzante incaSSata, per dirla alla romagnola, ovvio che non hanno usato proprio questo termine però lo uso io adesso. Ho il capello difficile da domare. Degno di cotanta elenie. E ho la pelle più delicata che esista. Capito, mondo?
Ora che l'ho dichiarato mi sento meglio.
Un poco di finto vagabondaggio per diminuirmi l'empatia col resto del genere umano. Ho pensato a quanto si incasina, il mondo, ad ogni passo. E' quasi incredibile. Incrocio sguardi che mi sembrano qualcosa di diverso da sguardi. Ma ho un accordo col vocabolario, io la pianto di vomitare sui vocaboli e lui me li rende più carezzevoli sopra la cute. Quando ho il mio criterio può essere una forma di pace. Che poi non è mai pace. E' solo un criterio. Via.
Tappa: taglio di capelli annuale perché gli eventi vanno ricordati e questo è un evento come avrete capito -, ma con la novità che per la prima volta hanno avuto il coraggio di dirmelo. Che i capelli di elenie sono TANTI, e hanno la radice ricciolizzante incaSSata, per dirla alla romagnola, ovvio che non hanno usato proprio questo termine però lo uso io adesso. Ho il capello difficile da domare. Degno di cotanta elenie. E ho la pelle più delicata che esista. Capito, mondo?
Ora che l'ho dichiarato mi sento meglio.
Un poco di finto vagabondaggio per diminuirmi l'empatia col resto del genere umano. Ho pensato a quanto si incasina, il mondo, ad ogni passo. E' quasi incredibile. Incrocio sguardi che mi sembrano qualcosa di diverso da sguardi. Ma ho un accordo col vocabolario, io la pianto di vomitare sui vocaboli e lui me li rende più carezzevoli sopra la cute. Quando ho il mio criterio può essere una forma di pace. Che poi non è mai pace. E' solo un criterio. Via.
Sunday, October 21, 2007
Allora faccio una cosa, li lascio andare quei monconi di pensiero.
Così poi non ci penso più e passo all'oggi. Che è ancora meno interessante ma capirete.
Vorrei non aver mai smesso di pensare i sentimenti come un qualcosa di prossimo o appena sottocutaneo insito nelle persone invece che a vette remote e inaccessibili che per inciso, seppure ci fosse bisogno di scalare non è che avrei problemi. Ammesso che fossi sicura di trovarci qualcosa, lassù.
Fidarsi più del sesto senso che di tutti gli altri 5 messi insieme può essere problematico a livello pratico. Fidatevi.
--
E oggi
Oggi, che accendere la tv mi fa diventare viola. Ma non viola come questo blog, intendo ancora più viola, quel viola bluastro bello bello ma che sulla carnagione sulle guance ci sta a morte. Proprio.
Che è uno dei miei colori preferiti ma non quando mi sento che mi diventa il cervello di quel colore lì. Troppe cose da tenere in mente prima ancora che sia arrivato il momento e come ho scritto a piretto dove cavolo posso arrivare così?
Dovrebbe importarmi qualcosa della papamobile che sfreccia a due passi da casa.
Dovrebbe.
E dovrei sentire freddo. Questo mi preoccupa di più. Non ho freddo. Sto tra 4 mura, è vero, ma sono meno coperta di quel che dovrei essere quando fuori ci sono pochi gradi. Non è normale. Voglio sentire freddo.
E stendo le persone colle parole meglio che coi cazzotti. E a volte ne vado veramente fiera. Ma poi, dopo.
L'elenie smaltisce il fremito dei nervi ed eccola qua.
Così poi non ci penso più e passo all'oggi. Che è ancora meno interessante ma capirete.
Vorrei non aver mai smesso di pensare i sentimenti come un qualcosa di prossimo o appena sottocutaneo insito nelle persone invece che a vette remote e inaccessibili che per inciso, seppure ci fosse bisogno di scalare non è che avrei problemi. Ammesso che fossi sicura di trovarci qualcosa, lassù.
Fidarsi più del sesto senso che di tutti gli altri 5 messi insieme può essere problematico a livello pratico. Fidatevi.
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E oggi
Oggi, che accendere la tv mi fa diventare viola. Ma non viola come questo blog, intendo ancora più viola, quel viola bluastro bello bello ma che sulla carnagione sulle guance ci sta a morte. Proprio.
Che è uno dei miei colori preferiti ma non quando mi sento che mi diventa il cervello di quel colore lì. Troppe cose da tenere in mente prima ancora che sia arrivato il momento e come ho scritto a piretto dove cavolo posso arrivare così?
Dovrebbe importarmi qualcosa della papamobile che sfreccia a due passi da casa.
Dovrebbe.
E dovrei sentire freddo. Questo mi preoccupa di più. Non ho freddo. Sto tra 4 mura, è vero, ma sono meno coperta di quel che dovrei essere quando fuori ci sono pochi gradi. Non è normale. Voglio sentire freddo.
E stendo le persone colle parole meglio che coi cazzotti. E a volte ne vado veramente fiera. Ma poi, dopo.
L'elenie smaltisce il fremito dei nervi ed eccola qua.
Thursday, October 18, 2007
Disquisizioni arbitrarie ma non troppo
Va da sé, anzi no, non va affatto da sé, che non voglio cadere nel qualunquismo - ma probabilmente ci cadrò almeno un tantino - né sprecarci sopra troppe parole ma ognuno stempera come gli pare.
Mi sto facendo l'idea che i trentenni di oggi, e non me ne voglia chi passi di qui e rientri nella categoria dei trentaggiàccompiuti - ovviamente niente di personale -, si trascinino una certa problematica suppongo legata alle frustrazioni di aver raggiunto gli -enta, al sentirsi vecchi in dovere di impartire sacrosante - a loro parere - omelie e lezioni di vita inutili, bloccati su opinioni imprescindibili, e pur tuttavia paradossalmente ancora precari, e aggiungiamoci un po' di invidia per i giovani, camaleontici, flessibili, e poi perché no, gli anni 80, dicono che non se ne esca vivi, c'è una canzone e un comico di zelig a sostegno di questa tesi.
La buttiamo sul ridere ma gli esemplari che incontro sono preoccupanti.
Come è preoccupante che mi debba difendere da due insegnanti di storia troppo abituati a dare dell'ignorante a destra e a manca, tra disquisizioni su presunte origini del di elenie cognome (tutte errate per quanto ne sappia), sull'Isola dei famosi, il libro Gomorra, sulla capitale della Croazia, sulla situazione della scuola italiana, e sulla presunta mancanza di cultura generale - non recuperabile in pochi mesi!-, il tutto per avere due idiotissime indicazioni sui testi, comunque per farla breve mi sono seduta su una sedia che quella specie di essere mi guardava con curiosità o forse era la voglia matta di sezionarmi che gli usciva dalle orecchie, e quando mi mi sono alzata ho avuto la sensazione che - volendo ottimisticamente escludere una sua propensione a sbavare sulle studentesse - una certa dose di, come dire, rispetto, appannasse quegli occhiali insopportabili.
Sono uscita dalla stanza del gatto e la volpe con un'aria pressoché soddisfatta pure se il meglio deve e dovrà ancora venire. Un'aria maledettamente umida sulle mie 4 ore di sonno e di lì a poco incontro gente, un professore di colore gentilegentile e un altro che con aria melodrammatica dice che non sa nulla, non è nessuno, è evanescente, incorporeo, e di qui a poco non sa nemmeno dove sarà. O una cosa del genere.
E' un periodo surreale, capite. Si sfiora il patologico.
Periodo di segni, segnali, ritorni e attese e mica mi stupirei se ci precipitasse in testa un asteroide o chessò.
Comunque, tanto perché poi non si dica che l'elenie è incorporea, che è anomala, un fantasma, un'ameba: mi sono regalata un paio orecchini e una collanina da pochi soldi per tirarmi un po' su. Sono un essere umano.
Devo ricordarmi di non litigare prima di andare a dormire, sennò col cavolo che piglio sonno dopo.
E avevo in mente un post che è stato spazzato via da tutto questo, come tutto il resto. Ne valeva la pena? E chi lo sa. Ma tanto tornerà sui vostri teleschermi. Abbiate fiducia in elenie.
Mi sto facendo l'idea che i trentenni di oggi, e non me ne voglia chi passi di qui e rientri nella categoria dei trentaggiàccompiuti - ovviamente niente di personale -, si trascinino una certa problematica suppongo legata alle frustrazioni di aver raggiunto gli -enta, al sentirsi vecchi in dovere di impartire sacrosante - a loro parere - omelie e lezioni di vita inutili, bloccati su opinioni imprescindibili, e pur tuttavia paradossalmente ancora precari, e aggiungiamoci un po' di invidia per i giovani, camaleontici, flessibili, e poi perché no, gli anni 80, dicono che non se ne esca vivi, c'è una canzone e un comico di zelig a sostegno di questa tesi.
La buttiamo sul ridere ma gli esemplari che incontro sono preoccupanti.
Come è preoccupante che mi debba difendere da due insegnanti di storia troppo abituati a dare dell'ignorante a destra e a manca, tra disquisizioni su presunte origini del di elenie cognome (tutte errate per quanto ne sappia), sull'Isola dei famosi, il libro Gomorra, sulla capitale della Croazia, sulla situazione della scuola italiana, e sulla presunta mancanza di cultura generale - non recuperabile in pochi mesi!-, il tutto per avere due idiotissime indicazioni sui testi, comunque per farla breve mi sono seduta su una sedia che quella specie di essere mi guardava con curiosità o forse era la voglia matta di sezionarmi che gli usciva dalle orecchie, e quando mi mi sono alzata ho avuto la sensazione che - volendo ottimisticamente escludere una sua propensione a sbavare sulle studentesse - una certa dose di, come dire, rispetto, appannasse quegli occhiali insopportabili.
Sono uscita dalla stanza del gatto e la volpe con un'aria pressoché soddisfatta pure se il meglio deve e dovrà ancora venire. Un'aria maledettamente umida sulle mie 4 ore di sonno e di lì a poco incontro gente, un professore di colore gentilegentile e un altro che con aria melodrammatica dice che non sa nulla, non è nessuno, è evanescente, incorporeo, e di qui a poco non sa nemmeno dove sarà. O una cosa del genere.
E' un periodo surreale, capite. Si sfiora il patologico.
Periodo di segni, segnali, ritorni e attese e mica mi stupirei se ci precipitasse in testa un asteroide o chessò.
Comunque, tanto perché poi non si dica che l'elenie è incorporea, che è anomala, un fantasma, un'ameba: mi sono regalata un paio orecchini e una collanina da pochi soldi per tirarmi un po' su. Sono un essere umano.
Devo ricordarmi di non litigare prima di andare a dormire, sennò col cavolo che piglio sonno dopo.
E avevo in mente un post che è stato spazzato via da tutto questo, come tutto il resto. Ne valeva la pena? E chi lo sa. Ma tanto tornerà sui vostri teleschermi. Abbiate fiducia in elenie.
Sunday, October 14, 2007
Non dovrei proprio postare ma mi attraeva l'idea e piuttosto che infiorettare le cose, le butto giù come mi vengono.
pomeriggi domenicali come questo sono fatti per poltrire, credo, niente compromessi niente alternative è solo lo scheletro di un tempo le sue interiora qualcosa di scarno e duro che non ci si infila nemmeno un chiodo per appenderci un quadro, quasi una palla al piede.
Il letargo è qualcosa di giusto per la pelle e per le iridi degli occhi, dal loro punto di vista, per così dire, non da quello di tutti gli altri, sostiene l'elenie. Ma tant'è.
Mi ribellerei all'avvento dei dvd a scapito delle vhs, il progresso a volte è una vera fregatura. Tralasciando il campo informatico, ché i suoi tempi da record tosto ti concedono un vecchio pc che un bambino di 8 anni può smantellare e riassemblare come meglio crede, piuttosto che smontare una casa intera, e io a 8 anni non ricordo a che giocavo ma stavo chiusa in una stanza da sola per ore tra la roba con su scritto frasi del tipo "da 6 anni in su", sapevo stare ferma, poco ma sicuro. Forse noi che eravamo così siamo cresciuti in maniera diversa, con più universi nel cervello che terreni concreti, oppure ditemelo voi.
Adesso invece comincio a pensare che faccio paura, paura a me stessa quando riesco a stare immobile per un tempo indeterminato, e agli altri quando parlo, perché certi silenzi di risposta non sono più un caso, e che poi qualcuno sta davvero lì a chiedersi come prendermi. Ma non c'è modo di prendermi se non voglio. Sappiatelo. Potrebbe essere la cosa più facile del mondo per molti versi, ma se non voglio diventa impossibile, smettete di provarci. E mi considero pure piuttosto tollerante, rendetevi conto.
A parte tutto ciò, ubriaca di muchi, qualche mal di gola ribelle e mal di testa incerti, incomincio a pensare - vabbè, lo penso da un po' a voler essere esatti, ma mica me lo sono mai confessato fino in fondo e in ogni caso non così - che certe scaramanzie possono avere senso, l'avrete capito ché sono secoli che lo lascio intendere, che l'extrasensoriale o almeno il sestosensoriale ha un fondamento, impalpabile ma ce l'ha, eccavolo. Dovreste provarci voi. Poi mi dite.
Nella fattispecie. Pensavo a che aspetto ha una fila di piccole soddisfazioni che ti marciano come i sette nani a pochi cm di distanza. tràc. Fanno un bel suono sotto la suola delle scarpe.
Poi. Poi. Ah, sì.
"Un popolo di bamboccioni". Ahahah. Quella parola non so dirti dove te la ficcherei.
pomeriggi domenicali come questo sono fatti per poltrire, credo, niente compromessi niente alternative è solo lo scheletro di un tempo le sue interiora qualcosa di scarno e duro che non ci si infila nemmeno un chiodo per appenderci un quadro, quasi una palla al piede.
Il letargo è qualcosa di giusto per la pelle e per le iridi degli occhi, dal loro punto di vista, per così dire, non da quello di tutti gli altri, sostiene l'elenie. Ma tant'è.
Mi ribellerei all'avvento dei dvd a scapito delle vhs, il progresso a volte è una vera fregatura. Tralasciando il campo informatico, ché i suoi tempi da record tosto ti concedono un vecchio pc che un bambino di 8 anni può smantellare e riassemblare come meglio crede, piuttosto che smontare una casa intera, e io a 8 anni non ricordo a che giocavo ma stavo chiusa in una stanza da sola per ore tra la roba con su scritto frasi del tipo "da 6 anni in su", sapevo stare ferma, poco ma sicuro. Forse noi che eravamo così siamo cresciuti in maniera diversa, con più universi nel cervello che terreni concreti, oppure ditemelo voi.
Adesso invece comincio a pensare che faccio paura, paura a me stessa quando riesco a stare immobile per un tempo indeterminato, e agli altri quando parlo, perché certi silenzi di risposta non sono più un caso, e che poi qualcuno sta davvero lì a chiedersi come prendermi. Ma non c'è modo di prendermi se non voglio. Sappiatelo. Potrebbe essere la cosa più facile del mondo per molti versi, ma se non voglio diventa impossibile, smettete di provarci. E mi considero pure piuttosto tollerante, rendetevi conto.
A parte tutto ciò, ubriaca di muchi, qualche mal di gola ribelle e mal di testa incerti, incomincio a pensare - vabbè, lo penso da un po' a voler essere esatti, ma mica me lo sono mai confessato fino in fondo e in ogni caso non così - che certe scaramanzie possono avere senso, l'avrete capito ché sono secoli che lo lascio intendere, che l'extrasensoriale o almeno il sestosensoriale ha un fondamento, impalpabile ma ce l'ha, eccavolo. Dovreste provarci voi. Poi mi dite.
Nella fattispecie. Pensavo a che aspetto ha una fila di piccole soddisfazioni che ti marciano come i sette nani a pochi cm di distanza. tràc. Fanno un bel suono sotto la suola delle scarpe.
Poi. Poi. Ah, sì.
"Un popolo di bamboccioni". Ahahah. Quella parola non so dirti dove te la ficcherei.
Wednesday, October 10, 2007
Stamattina mi avessero vista, mi avrebbero dato il premio come peggio vestita dell'anno.
Pantaloni del pigiama arancioni, camicia da notte a bretelle sottili lunga fino al ginocchio grigia e sandali alti. Perché l'elenie sbarella ogni tanto. Perché la pelle del collo e delle spalle mi reclama aria e va in sciopero se non gliela concedo. Perché l'elenie con le scarpe alte incespica e sembra un pezzo di legno. A dir la verità incespicherebbe pure con un paio di ciabatte. Evitate di commentare pliz, tanto era una mise completamente casereccia, e di necessità. come si dice, i panni sporchi si lavano in famiglia.
.
.
.
.
.
.
.
Prigioniera di una canzone. Che mi respinge e mi attrae.
E sento le gocce cadere da qualche parte e aspetto quella che ha un suono diverso. Segnali o non segnali qualcosa sta sempre lì a comunicare. Miliardi di messaggi da filtrare. Ho la sensazione di essermi sdoppiata, che l'elenie recettiva abbia vita propria. E mangi, dorma, approfitti delle energie concesse all'unità, lavorando per conto proprio, rielaborando, traducendo. Una elenie in miniatura. Una piccola parassita con le antenne. Che tende a prevalere. A togliermi spazi vitali. E non posso sopprimerla.
Perché di fondo il suo lavoro ha ragione di essere. Lei ci azzecca la maggior parte delle volte.
E' solo che devo sedarla.
Ditemi come si fa.
P.S. Kida, c'hai raggiò. L'india sta da tutt'altra parte. era solo la bussola che mi era partita. :D
Pantaloni del pigiama arancioni, camicia da notte a bretelle sottili lunga fino al ginocchio grigia e sandali alti. Perché l'elenie sbarella ogni tanto. Perché la pelle del collo e delle spalle mi reclama aria e va in sciopero se non gliela concedo. Perché l'elenie con le scarpe alte incespica e sembra un pezzo di legno. A dir la verità incespicherebbe pure con un paio di ciabatte. Evitate di commentare pliz, tanto era una mise completamente casereccia, e di necessità. come si dice, i panni sporchi si lavano in famiglia.
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Prigioniera di una canzone. Che mi respinge e mi attrae.
E sento le gocce cadere da qualche parte e aspetto quella che ha un suono diverso. Segnali o non segnali qualcosa sta sempre lì a comunicare. Miliardi di messaggi da filtrare. Ho la sensazione di essermi sdoppiata, che l'elenie recettiva abbia vita propria. E mangi, dorma, approfitti delle energie concesse all'unità, lavorando per conto proprio, rielaborando, traducendo. Una elenie in miniatura. Una piccola parassita con le antenne. Che tende a prevalere. A togliermi spazi vitali. E non posso sopprimerla.
Perché di fondo il suo lavoro ha ragione di essere. Lei ci azzecca la maggior parte delle volte.
E' solo che devo sedarla.
Ditemi come si fa.
P.S. Kida, c'hai raggiò. L'india sta da tutt'altra parte. era solo la bussola che mi era partita. :D
Monday, October 08, 2007
Più di un'ora di pagina bianca di blog tra un paio di sandali col tacco e una chiacchiera telematica. Scatola vuota, scatola svuotata dai cioccolatini e trasportata con poca cura in cima al collo e i capelli che vanno dove vogliono. Ragazzini che indicano la sua borsa cercando un momento di distrazione nel suo tempo.
Ho la sensazione che tutto cerchi un attimo di distrazione per infilare lame o forchette. Forchette, forse. Le lame sono troppo banali, e le forchette hanno uno scopo potremmo dire "piacevole" e sono una buona metafora del bastone e della carota.
Chissà da dove mi viene tutto ciò.
Il fraintendimento è dietro l'angolo e in un batter d'occhio diventi un caso umano.
E d'ora in poi, strisciate, voi.
E di queste maledizioni non sappiamo che farci.
E l'India.
E nebbia, in val Padana. Ma qui non è nemmeno val Padana.
Per fortuna, tra l'altro.
Ho la sensazione che tutto cerchi un attimo di distrazione per infilare lame o forchette. Forchette, forse. Le lame sono troppo banali, e le forchette hanno uno scopo potremmo dire "piacevole" e sono una buona metafora del bastone e della carota.
Chissà da dove mi viene tutto ciò.
Il fraintendimento è dietro l'angolo e in un batter d'occhio diventi un caso umano.
E d'ora in poi, strisciate, voi.
E di queste maledizioni non sappiamo che farci.
E l'India.
E nebbia, in val Padana. Ma qui non è nemmeno val Padana.
Per fortuna, tra l'altro.
Thursday, October 04, 2007
La cosa strana da dire è che mi viene da danzare, post e pre esame, con la strizza e semi-febbricitante, e chi mi fa l'occhiolino in seduta d'esame, e il finire col ridere a voce alta senza curarsi di chi sta intorno, e la t di Tim, e gli accenni alle solite pretese e i musi lunghi e le ingiurie il tutto covato per mesi e lo straparlare a proposito di confidenze fatte, e ultimo ma non ultimo, un'accusa niente male e l'augurio di passare in futuro quello che sta passando un'altra persona.
Il che, concentrato tutto in scarse 24 ore, mi fa ridere, ma ridere di gusto dal mio piccolo giaciglio e col mio mal di gola e la fabbrica di muchi che sta dentro il mio naso. Dove stavate, prima, voi tutti. Rido in maniera preoccupante perché me l'aspettavo, cioè, ho ragione ancora una volta - diventa persino noioso avere ragione, specialmente quando non ci sono le basi per fondarla la ragione eppure la si fonda e, meraviglia, regge tutto quanto. E la certezza che se potessero, mi strapperebbero i capelli per questo.
Mettere su un film alle 2 passate di notte, perché con uno stato d'animo come questo dormire mi diventa spesso impossibile, una paralisi facciale al posto della risata quando questa si smorza, l'alone inconciliabile con le ore di sonno, poi il pensiero che il coraggio lo perdi quando hai la coscienza sporca, mi veniva da dire.
Tutto quanto non fa che dimostrarmi quanto l'individualità sia una cosa preziosa.
Per la cronaca il film era Crash - Contatto fisico. Meno male che ho finito di vederlo in piena mattinata, perché una scena di sesso in una lingua non meglio precisata, tratta da un film porno e incastonata all'interno e ben nascosta avrebbe fatto effetto se urlata nel pieno della notte. Dannati, mi avete rovinato il film. Comunque: in my humble opinion, merita. Crash, intendo. Un grazie grandegrande a chi me l'ha consigliato. :)
Il che, concentrato tutto in scarse 24 ore, mi fa ridere, ma ridere di gusto dal mio piccolo giaciglio e col mio mal di gola e la fabbrica di muchi che sta dentro il mio naso. Dove stavate, prima, voi tutti. Rido in maniera preoccupante perché me l'aspettavo, cioè, ho ragione ancora una volta - diventa persino noioso avere ragione, specialmente quando non ci sono le basi per fondarla la ragione eppure la si fonda e, meraviglia, regge tutto quanto. E la certezza che se potessero, mi strapperebbero i capelli per questo.
Mettere su un film alle 2 passate di notte, perché con uno stato d'animo come questo dormire mi diventa spesso impossibile, una paralisi facciale al posto della risata quando questa si smorza, l'alone inconciliabile con le ore di sonno, poi il pensiero che il coraggio lo perdi quando hai la coscienza sporca, mi veniva da dire.
Tutto quanto non fa che dimostrarmi quanto l'individualità sia una cosa preziosa.
Per la cronaca il film era Crash - Contatto fisico. Meno male che ho finito di vederlo in piena mattinata, perché una scena di sesso in una lingua non meglio precisata, tratta da un film porno e incastonata all'interno e ben nascosta avrebbe fatto effetto se urlata nel pieno della notte. Dannati, mi avete rovinato il film. Comunque: in my humble opinion, merita. Crash, intendo. Un grazie grandegrande a chi me l'ha consigliato. :)