Sunday, October 14, 2007

Non dovrei proprio postare ma mi attraeva l'idea e piuttosto che infiorettare le cose, le butto giù come mi vengono.
pomeriggi domenicali come questo sono fatti per poltrire, credo, niente compromessi niente alternative è solo lo scheletro di un tempo le sue interiora qualcosa di scarno e duro che non ci si infila nemmeno un chiodo per appenderci un quadro, quasi una palla al piede.
Il letargo è qualcosa di giusto per la pelle e per le iridi degli occhi, dal loro punto di vista, per così dire, non da quello di tutti gli altri, sostiene l'elenie. Ma tant'è.
Mi ribellerei all'avvento dei dvd a scapito delle vhs, il progresso a volte è una vera fregatura. Tralasciando il campo informatico, ché i suoi tempi da record tosto ti concedono un vecchio pc che un bambino di 8 anni può smantellare e riassemblare come meglio crede, piuttosto che smontare una casa intera, e io a 8 anni non ricordo a che giocavo ma stavo chiusa in una stanza da sola per ore tra la roba con su scritto frasi del tipo "da 6 anni in su", sapevo stare ferma, poco ma sicuro. Forse noi che eravamo così siamo cresciuti in maniera diversa, con più universi nel cervello che terreni concreti, oppure ditemelo voi.
Adesso invece comincio a pensare che faccio paura, paura a me stessa quando riesco a stare immobile per un tempo indeterminato, e agli altri quando parlo, perché certi silenzi di risposta non sono più un caso, e che poi qualcuno sta davvero lì a chiedersi come prendermi. Ma non c'è modo di prendermi se non voglio. Sappiatelo. Potrebbe essere la cosa più facile del mondo per molti versi, ma se non voglio diventa impossibile, smettete di provarci. E mi considero pure piuttosto tollerante, rendetevi conto.
A parte tutto ciò, ubriaca di muchi, qualche mal di gola ribelle e mal di testa incerti, incomincio a pensare - vabbè, lo penso da un po' a voler essere esatti, ma mica me lo sono mai confessato fino in fondo e in ogni caso non così - che certe scaramanzie possono avere senso, l'avrete capito ché sono secoli che lo lascio intendere, che l'extrasensoriale o almeno il sestosensoriale ha un fondamento, impalpabile ma ce l'ha, eccavolo. Dovreste provarci voi. Poi mi dite.
Nella fattispecie. Pensavo a che aspetto ha una fila di piccole soddisfazioni che ti marciano come i sette nani a pochi cm di distanza. tràc. Fanno un bel suono sotto la suola delle scarpe.

Poi. Poi. Ah, sì.
"Un popolo di bamboccioni". Ahahah. Quella parola non so dirti dove te la ficcherei.

4 comments :

Anonymous said...

un popolo di bamboccioni....

si vabbè. amo ripeterMI che sia il "saggio" che lo "stolto" pensano idiozie, qualche volta. solo che il saggio ha il buonsenso di non dirle.
non mi vedo molto bamboccione. o meglio. sono anche io in quel mucchio di persone che non possono andarsene a vivere in una stanzetta per i cavoli propri perchè semplicemente mancano i $$$ e le occasioni legali, più comunemente chiamati lavori, per procurarseli. stamattina mi è scoppiato un casino immenso a casa ma vabbè, uno dei tanti che poichè sto con altri 2 pazzi qua dentro devo dribblare per non trovarmi il cervello a frappè.....e dicevo, dopo il casino che mi è successo non riesco a concepire come ci possano essere degli idioti che pensano che dividere i propri spazi vitali con 2 o persone che con il passare del tempo impazziscono in maniera proporzionale alla tua possa essere piacevole.
io vorrei fissarlo in faccia, a sto tizio della storia dei bamboccioni. non per altro. giusto per fargli cambiare il termine.
chenesò, protopunkabbestiapiscoticoritardato mi ispira di più.
o forse, semplicemente, non mi ritrovo nelle definizioni\contenitori.

Anonymous said...

sì, vabbè... bamboccioni... io proporrei un cambio stipendio anche solo per 6 mesi e poi vediamo chi è il bamboccione..

Anonymous said...

Ah... clicca sul nome, ho una novità..

Elenie said...

La maggior parte della gente parla senza sapere cosa sta dicendo, questa è la verità!