Monday, February 06, 2006

Formattone formattone in vista. L'Elenie è in grado di polverizzare qualunque pc. Non è da escludere che si tratti di tentaivi di suicidio informatico all'avvicinarsi della sottoscritta. Nemmeno che i pc stessi si passino la parola via mail, come succede coi virus pericolosi, e ne riconoscano automaticamente le impronte digitali non appena l'Elenie avvicini i polpastrelli ai tasti.

[Elenie paranoica].

Playradio fa un po' di compagnia mentre il backup ha fine. Incentivazione del turismo omosessuale. Eppure sta cosa è controversa. E' un passo avanti o uno indietro?

Comunque
L'aria un po' gay sembra essere di moda. Non è del tutto falso stando a ciò che mi capita di vedere.
Forse c'è qualcuno da qualche parte che si mette lì a decidere quale porzione di noi sarà il nuovo trend per la stagione che verrà. Sembra che non si possa essere accettati tutti interi, che quando non ci sia razzismo nel vero senso della parola, ci sia il bisogno di una qualche discriminante, perché non ci si accontenta di essere e qualcosa che caratterizzi debba emergere, a "prevalere", da qualche parte, in qualche campo, a fare una differenza.
S'alimenta in me l'idea che andiamo verso lo sfacelo.


[Mattine in cui ti svegli con un rigurgito da dentro. Poi senti certe cose e ti dici Diamoci un taglio.]
~a chance for calm
a hope for freedom
outlet from my cold solitary kingdom
by the forest of our spring stay
where you walked away
and left a bleeding part of me
empty and bothered
watching the water
quiet in the corner
numb and falling through
without you what does my life amount to... ~

Thursday, February 02, 2006

E' rassicurante quando qualcosa ritorna dal nulla.
Viviamo in tempi in cui Chiunque parte per Dovunque meno che l'Elenie. Che sta per laurearsi in Larvizzazione Cerebrale. Tempi in cui tra un libro e un altro - rigorosamente NON universitario - l'Elenie inseguita per strada da pargoli muniti di uova in pieno stile pre-carnevalesco chiede asilo politico a una libreria. Tempi in cui un po' si sogna e un po' si ricorda, un po' si ricevono lettere, un po' si è preda della nostalgia.
C'era una frase di A.B. che un po' calzava. In fondo calza sempre. Diceva più o meno che è uno strano dolore, morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai. Penso che sia già una conquista e sempre e comunque stupefacente, nella vita, trovare qualcuno che sappia esprimere tutto ciò a cui noi non siamo in grado di ritagliare un significante. Mi è ritornata l'ABmania, dopo Questa Storia. Adesso anche i suoi libri somigliano più ad un'altra forma di nostalgia. Però se riverso un po' di Baricco qui, questo blog riprenderà le sembianze di un blog. E chissà che i panni della larva finiscano nella mia lavanderia di fiducia, e le mie terminazioni nervose riprendano a funzionare decentemente.