Saturday, January 17, 2009

I disegni non mentono mai. non troppo a lungo. hanno occhi che vedono lontano e risalgono la corrente anche su un muro completamente bianco, calcestruzzo o pittura che sia. un rumore squarcia il buio teorico e non smette troppo presto.
non è malinconia.
è un derivato della paura.
un vezzeggiativo della paura.
scappare e nascondersi non servirebbe, i vezzeggiativi sono sempre un inganno.
Dovremmo avere un indice di paure.
e tenergli fede.

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mi fanno rabbia le notti di fuochi pirotecnici. mi fa rabbia questo fluire di persone.
di tempo, di libri, di righe, di sconosciuti che fanno appena in tempo a dirti il loro nome e "piacere". mi fa rabbia questa eco inopportuna. queste impronte che riconosco e stanno lì per farmi dispetto. mi fa rabbia questa realtà.

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Non mi vergogno ad ammettere che ho delle eredità insopprimibili dento. Non sono a rilascio graduale di ioni, è come avere una pila sempre inserita e dimenticarla, dimenticare di ricaricarsi.
Ci sono sempre quei momenti che.. che ma tu. Come i movimenti di un braccio, di una gamba, nel buio, quando tutto sembra troppo addormentato per manifestare la propria presenza.
E invece si scopre il respiro.
Si rimane senza parola per un po'... soltanto perché è ovvio, perché il contratto vuole che non ci sia in realtà niente che si possa dire... e, senza parole, si rimane con gli occhi aperti solo per tre minuti.
...
(Non volevo citare nessuna canzone)

Occhi verdi che ridono. Ridono e mi guardano fisso in viso quando mi avvicino solo per un banale saluto.
C'è una sorta di turbinio strano nell'aria, nella voglia di usare qualsiasi mezzo postale per tener fede a una richiesta. Nel "dopo che fai?", un turbinio disordinato, caotico, per niente programmato e forse fine a se stesso, ma c'è.
Niente a che vedere con le centinaia di paia di occhi che scrutano da una scritta fatta di pixel. In quella voglia di provocare nervosa, irritata dallo stringere forme trasparenti e inconsistenti.

Saturday, January 03, 2009

22-12-08...

Ho un chewing gum in bocca vecchiovecchio come quest'anno che si sta divertendo molto a tirarmi i capelli, non lo getto perché mi fa compagnia e la mia non è retorica. Non c'è molto da essere retorici in una stanza chiusa così.
Ci poteva stare una caduta e un femore rotto, due cadute no, è statisticamente improbabile anche quando non si tratta della stessa persona. Il femore è un punto interrogativo cruciale.
i miei capelli svolazzano e sorrido a tutti. Compresi quelli che stanno con la ragazza e cercano. Cercano cosa? Eye contact, eye contact, eye contact. Sorrido, e loro se sono in coppia si divertono di più a osservare la piega dell'occhio come si comporta.
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Hai tutto quello che loro cercano. Tutto ciò che si potrebbe desiderare, sta esattamente lì, dalla punta dell'ultimo capello fino alla tua radice, vorrebbero estrarre dalle tue dita il succo di quel che attendono, per oggi, per ieri, per domani e per sempre. Sempre ci sarà modo di cercare la tua mano - e trovarla? Pure? Lo decido io.
IO decido di no. Decido che non mi importa

Un uomo prendeva in giro un bambino in presenza della madre: "tu sei gay, vero?". Ci ridevano entrambi e il bambino ammutoliva, si nascondeva nel giubbino e tirava qualche pugno. Loro ridevano e lui avrà avuto 8 anni. Ci si aspetta sempre troppo dai bambini. Persino che siano più maturi degli adulti, e viene da chiedersi chi è davvero l'immaturo della situazione.
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Così se n'è andato pure questa volta, il Natale. Fa visite fugaci, altamente coreografiche già viste anzi ormai mandate a memoria nella mia mente e in quelle di chi mi circonda. Poco consumistiche in verità ma sempre tristi e piene di quel genere di discorsi-immondizia di cui certe persone non riescono a fare a meno troppo a lungo.
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Pesci (19 febbraio - 20 marzo)

È arrivato Sballo Natale, Pesci! Voglio regalarti un consiglio per il 2009. Leggi questa citazione dal saggio La mano del tintore del poeta inglese W.H. Auden: "Un sogno a occhi aperti è un pasto a base di immagini. Alcuni di noi sono dei veri gourmet, altri sono solo buongustai. Molti, però, tirano fuori delle immagini precotte da un barattolo e le ingoiano tutte intere, distrattamente e senza provare nessun piacere". Perciò ti invito a comportarti da vero gourmet nei tuoi sogni a occhi aperti del 2009. È ora che la tua vita fantastica diventi una forma d'arte e non sia più un passatempo caotico e inconscio. Se sarai più determinato nel creare le tue immagini mentali, riuscirai a ottenere quello che vuoi veramente.
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Mi sono ubriacata di lazzi e schiamazzi che in tal quantità mai le della sottoscritta orecchie udirono. una tonaca marrone da frate dovrebbe essere garanzia di qualcosa, e invece sembra garanzia di casino casinaro.
Basta poco a sentirsi cartaccia inutile. Un buon proposito per l'anno nuovo: smetterla di infilarsi in situazioni da cartaccia inutile. Anzi, cominciare a infilarsi in situazioni qualsiasi.
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Il 2009 lo saluto con un fuocherello allegro allegro che abbraccia una bicicletta, un catino di plastica, delle mollette dimenticate per caso sul terrazzo piovigginoso. A diretto contatto con una camera da letto. Esaurito il panico da incendio, il pensiero cade su questa abitazione nuova nuova che vorrei davvero fosse comoda, che davvero fosse mia, viva e a posto, e sul suo terrazzo che chissà quali sorprese post-capodanno. Invece niente, tutto intatto mummificato o scodinzolante come un cagnolino.
Il 2009 lo saluto con, prima del panico, un pensiero assolutamente fuori posto per una persona. Per il valore assoluto, in senso aritmetico, di quella persona. Un pensiero curioso spiando da una tenda uno spicchio di paesaggio cittadino che sembra il riassunto di tutto il mondo, coi fuochi da ogni lato: Australia e Nuova Zelanda, Europa, Americhe. Vedo che il mondo a volte tenta mille strade per comunicare con me. Molte strade sono musicali. Tantissime sono meno palpabili. Ma con un pensiero come quello, il primo intellegibile al di qua dell'assoluta inconsapevole sprovvedutezza (ma si può dire?) dell'entrare in questo round fatto di 365 giorni, nient'altro può ragionevolmente controbilanciare, bisogna inventare un'altra dimensione e accatastarci spiegando il fatto che ogni tanto devo svecchiare quelle sensazioni-ricordi (quel modo di stare sotto il cielo, su un fianco e raccogliere le goccie con il polpastrello, quella maniera assolutamente inconsueta di respirare e via discorrendo) e svecchiandole sentirmi profondamente a disagio come di fronte a un brano in un'altra lingua di cui si sono dimenticate le verità, e che ci vuole il suo tempo per interpretarlo e non si sa da che parte cominciare.
Ho idea che quest'anno sarà diverso e lo dico ora come non lo dicevo per quelli scorsi, per questo 2008 che mi aveva fatto sperare in bene non so più il perché, per il suo compare precedente che onestamente non ricordo più che faccia avesse - ho idea che sarà diverso (una vita di quelle che non si sa mai) perché è nelle corde, mettiamola così, al di là di quella dieta fatidica del dopo feste, al di là di un post - come questo - che mi sono trascinata per settimane sulla punta delle scarpe scrivendone quasi due lettere ogni 4 giorni, stessi ritmi della tesi, al di là dell'incontrare ominidi in bicicletta e altri a piedi onnipresenti, al di là che una cartolina una volta di questi tempi mi arrivò e mi sembra di sentirne la vernice fresca sul palmo delle mani, vernice triste che sa di assenza, di mancarsi per sempre.
NON ho pensato come prima cosa a mandare a fanculo il 2008 come credevo. 12 mesi sono stati rompiscatole ma estremamente rapidi, quasi indolori nonostante tutto.
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I 24 anni arriveranno con una scarica di cose da fare e mosse da darsi.
Ieri è stata una serata strana.
Piovigginava piano e sottovoce, come fosse stata una danza. Ho incontrato una persona con un bel sorriso e un bel ritmo, era accanto a un'auto e parlava con qualcun altro, ma ho riconosciuto persino la voce e, inutile dirlo, quel sorriso non si poteva confondere.
In punta di piedi. Ho una moneta vincente e fortunata nel taschino del cappotto. E amo il buio, amo il buio in questa città dove ci si accontenta creativamente, dove anche gli ombrelli e i fili del bucato si illuminano.
Senza tombole o non tombole o incendi di capodanno o soldi estorti o mani ladresche, mi sarei innamorata e non di una macchina fotografica da coccolare, mi sarei innamorata.
Buon anno.
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E' arrivato il momento di pubblicare questo post. ...03-01-09