Tuesday, May 19, 2009

Un pomeriggio qualunque.
di questa parte di vita qui, s'intende.
caldo, tanto caldo.
un libro, quasi finito.
un mondo d'acqua, su in terrazza.
piedi bagnati, che sembra estate al mare.
sole cocente, e nessun mare.
i sandali riesumati, ancora vivi.
io qui in questa parte d'Italia, mentre qualcuno sta in quell'altra.
Così, nel silenzio, drin. (va bene, va bene: non drin, ma mzzzz, c'era la vibrazione)
Quando? Dove? 16,30? Va bene.
Ho realizzato che il tempo sta scorrendo, ho bevuto un sorso d'acqua, uno di caffé, preso una mela e mi sono detta: spicchi? per stavola pezzettini ancora più piccoli, tanto per gradire, e nemmeno aveva un gran sapore, mi sono toccata i polpacci chiarissimi e sentito il mio leggero mal di testa sudato, mi sono avvertita sempre qui e fisicamente me, e non con una percentuale minore di pensieri in testa, solo, NUOVA (e quante volte ho sognato che lo fosse?), da esplorare e vedere sotto una prospettiva sconosciuta prima, e ce ne sarebbe da dire.

Poi d'altra parte per poter acchiappare dentro tutto ciò che si è visto correre via dalla triste staccionata perimetralmente definita, bisogna e si possono aprire le mani al vento e chiudere gli occhi, senza pensare al domani, finché ce lo si può permettere.

Thursday, May 07, 2009

Cominciamo da una cosa, perché da qualcosa si deve pur cominciare, e questa cosa qui è la laurea, che è passato un mese d'accordo ma pur sempre roba da ricordare. No, niente allori, quelli sono fuori moda, adesso si fa tutto sbrigativamente e con la paralisi facciale. E va bene.
In fondo è passato un mese.
E Torino non è una brutta città ma sembra non esserci abituata, lei, a certe cose. Come ad essere guardata troppo a lungo. Ho avuto modo di salire, e di salire fuori dai miei panni a cominciare da una mattina alla stazione di Roma, e nemmeno io ero mai stata abituata a niente del genere, niente che abbia avuto luogo in questa primavera 2009.
Ma cosa mi combina quest'anno qui. Cosa.