Monday, September 10, 2012

Ho tanti primi giorni che sono anche secondi e terzi ma rimangono primi. Quei tempi in cui mi piacevo per tutte le mie prime volte, adorati tempi passati... Adesso sono tutti costantemente piattaforme con linee gialle e il peggio del peggio è che per rilassarmi specie al mattino presto io ripenso alle risate dei vent'anni.
Ed ho molte settedelmattino da smaltire dai ricordi, e infinitamente meno risate utili... quel diavolo di diavolo dell'adolescenza mi sogghigna impunemente seduto di fronte. Niente mi salverà.
Credo di essermi morsa la coda, credo di dover sempre fare attenzione agli spazi carrabili della mia vita in questa camera per due, trovo umilianti tante cose compreso il fatto che tutto rimane umiliante e niente mi salverà. Trovo difficile ignorare settembre. Che anche in questo settembre a vincere sia l'obiettivo di un lavoro e una "lavoressa" oggi sposi e con una casa tutta loro senza affitto e senza soffritto. Non ti perdono quest'anno, e a questo settembre non perdono la sua ripetitività: non può avere ragione dei miei mesi caldi di salvifica ribellione, niente fazzoletto bianco.
Tutte le volte che arrivo a destinazione mi dico che in realtà sono morta, ho un cartello appeso al collo con su scritto "non sono io, è la mia gemella zombie". Sono lì per un po' con quella mezza voglia di scappare, con le borse pesanti e la mia schiena a pezzi, e se qualcuno leggerà mai questo post dovrà forse sforzarsi un po' per capire quante volte in una giornata questo avvenga, quante me devo prendere a pugni e quante volte devo cercare di non dare una risposta alla domanda "ma tutto questo fa per me?". Dio se voglio tornare a ridere. Ma come si fa?

Saturday, May 19, 2012

E l'improvviso capolino del mare català mi ha donato una pelle un po' scottata e respirata.
Il vento ha smesso di soffiare, l'ultimo aereo ha avuto un volo breve breve e mi ha portata dritta in un weekend con te.
Nel valore assoluto dei weekend con te.
Abbiamo cercato di spiegarci al meglio cosa chiedevamo per noi, le nostre idee diversamente anacronistiche ci hanno fatto arrabbiare in più di una ripresa ma non possiamo farne a meno, trarne vantaggio no, è ancora presto. Io da questo lunedì sono sospesa in una dimensione alternativa che mi diversifica da tutto e da tutti intorno, come un ascensore bloccato tra due piani col suo panico interno ben imbottigliato, attento a non lasciarsi scappare nulla.
Vedremo come andrà a finire.