Wednesday, November 29, 2006

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Il bello di avere un blog è non sapere che cosa scriverci.
In compenso, con oggi so veramente che in una data non meglio precisata mi accorgerò che ho pareti di tufo per proteggermi da praterie vuote, e inizierò a rimpiangere i tempi delle invasioni germaniche. Disgraziatamente non è una data lontana, sono una che impara in fretta. So ancora meglio che c'è una vocina a comandarmi, e a sintonizzarmi come una radio sempre sulle stesse frequenze, che in realtà mi diverte quasi giocare a fare don Chisciotte temendo mulini a vento esterni, tutti fuori, tutti lontano. Che ho voglia di spaccare il mondo, di tirare indietro i continenti trasformando oceani in pozzanghere, di scoperchiare costruzioni, di fare l'uragano Katrina, insomma, ci sono istanti minuscoli che qualcosa sul mio viso cambia e io lo so, ma so anche come andrà a finire: che farò una sosta dalla mia corsa solo per avvicinarmi ed estrarre uno pseudo-caffé da una macchinetta distributrice.
Visto quante cose so ?
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On air: Sunday morning call - Oasis

Tuesday, November 28, 2006

icebergs at dawn Ebbene,

sarebbe bello vedere l'alba sui ghiacci, che poi ti dimentichi com'è la terra ferma e gli agglomerati urbani. Mentre aspetto che mi passi questo istante esasperato di intolleranza giunto malauguratamente al culmine, capito su un blog di ghiaccio e allora mi vengono in mente le suole delle mie scarpe stanche e consumate dall'asfalto tutto uguale, per non parlare degli occhi allucinati perché passo un sacco di tempo a fissare i cm proprio sotto di me, quelli appena macinati, non un passo più avanti; ma un po' di neve, di ghiaccio, cavolo, non per scivolarci, solo per cambiare colore, ché mi deve passare la voglia di alzare la testa perché è una sola grossa vertigine - eppure lo so e l'ho sempre saputo quello che la vertigine copre come una tenda o un sipario.
Mi si avvicina un altro Natale di sta m.....a e niente che vada a posto, solo le mie dita divaricate in duecento direzioni diverse, nessuna superficie lungo il buio che mi fa traballare come se giocassi a mosca cieca tutta sola, la piccola signorina Elenie, se solo stesse un po' zitta,
se solo gente sconosciuta la piantasse di telefonare da Sanremo o chissà che angoli sperduti, e 'sto traffico telefonico si desse una regolata, uno scopo, invece di far pateticamente sobbalzare, inutilmente, stupidamente, piccola signorina Elenie che ti dai una mossa a prendere il materiale in copisteria quando i finanzieri-SS le braccano incaxxati come iene, e pensi di dare il quiz a scuola guida quando ai Sommi della Motorizzazione girano i cosiddetti e le date iniziano a saltare, e lo spam per e-mail si fa beffardo.
Piccola Signorina Elenie, ti crollano questi teatrini, ti si scoprono i muscoli, le ossa, i sogni, e che fai?, il tempo degli scleri da giro di boa, pure di quelli bisbigliati, le è scaduto, per te che sei una brava signorina riserviamo solo qualche stralcio di fine settimana, niente a che vedere col martedì, quello non abbiamo potuto evitarlo, non è possibile tagliare queste scene, siamo in diretta.
Stona troppo, in diretta, il "vaffanculo" ...?