Ho visto quegli sguardi mentre aspettavo l'ascensore.
Suppongo che gli sguardi siano una di quelle cose a cui ci si abitua.
Suppongo che classificare sguardi sia una cosa che se non la sai fare può farti impazzire; trovo verosimile che proprio gli sguardi provochino le stragi più cruente del mondo, e se ti convincono che ce ne sia solo uno che ti è destinato puoi anche suicidarti senza sapere mai la verità.
E la verità è quella sottile dimensione che non appartiene a nessuno, per definizione.
Per amore della verità è una locuzione che sta bene solo in una frase di un discorso a punta di freccia, è l'arma unica che dura poco, dalla vita breve, è una punta che andrebbe affilata ogni secondo. Mi fa pensare alle volte che voglio far recepire il "vaffa" appieno senza dirlo, che voglio che la persona ci arrivi, a quella mia visione d'insieme che, come un algoritmo, mi produce tale risultato - il "vaffa", appunto - e la pianti. Di fare qualunque cosa stia facendo.
E ci vada.
E basta.
D'altra parte oggidì se mi ci mandano non faccio una piega, posso pure comprendere e compatire. E portoni che si chiudono, e non so quando hanno iniziato a far riecheggiare il clangore (ho il dubbio che questa parola non esista) delle serrature, ché forse prima era solo tutto silenzioso e non detto ma alla fin dei conti non è un'eccezione, è che non lo capivo bene.
Abbiate pazienza se il post prende questa piega.
Rumino righe stampate di cui ho sempre fame, che anche se non fosse un buon segno mi permette di non pensare che la mia pelle è allergica ai raggi del sole.
Alle molecole d'ossigeno. Di anidride carbonica. Di qualunque sostanza.
Alle temperature estive.
Al contatto con altre pelli.
Mi basta guardare il mio winamp che è diventato un contenitore folle che rimescola i numeri della playlist come il paniere della tombola, in un disordine imperioso e autoritario così irrimediabile che le note che arrivano alle orecchie sono stropicciate. Se dico che pure le estrazioni del paniere-tombola mi suggeriscono i sintomi del cambio di stagione non risulto credibile, è che prendo le note di sbieco come se fosse colpa del TEMPOquellodelclima che cambia, e la verità è che siccome i cambiamenti sono piccole modifiche che giocano sulla corda del TEMPOquellofattodigiorni, in conclusione è quest'ultimo tipo di tempo quello che ha più peso. Ma non era necessario un simile ragionamento per capirlo, no?, la conclusione è:
datemi una cura per liberarmi dei malefìci inflitti dal tempoquellofattodigiorni.
Lui è l'unico carnefice, perché ti ripete nelle orecchie che oggi è così e se speri nel domani pure domani sarà così, e dopodomani, se ci speri, mi dispiace per te. E' colpa tua.
Nostra.
--
Ritaglio un angolino per un blog che ho trovato per caso. E voglio che rimanga in questo post proprio oggi.
Tuesday, April 24, 2007
Thursday, April 19, 2007
Cosa mi rimane a quest'ora, disciolto nell'aria compressa di una stanza, non lo so più. Le gabbie concentriche sono qualcosa di potenzialmente impalpabile, se si rimane accovacciati in un angolo e respirando con aria innocua è persino possibile scorgere il mondo fuori, ammesso che esista. Cercarne le serrature è troppo, va che salterei volentieri maggio, e giugno e persino luglio per avere modo di ritrovare il contatto epiteliale con l'aria pulita, e solamente quello.
Può bastare.
Siamo potenzialmente strani, crescendo, mi confermate?, che è possibile frammentare noi stessi in 2 o più frazionamenti, rifugiarsi in uno solo dei 2 o più, animare a turno tutte le parti come marionette e al contempo fregarcene altamente di quella che fa l'altra, persino, potenzialmente, riuscire a mantenere su una mano un vassoio che si riempie di esami ballando la break dance e traendo il meglio da ciò.
Il mondo, strano a dirsi, è un posto più consono e addirittura ideale per fare retromarcia - più che retromarcia, cambiare registro -, di certo molto più della rete, troppo piccola e univoca. La rete, non quella dei pescatori ovviamente, è piccola e stretta, se uno ci pensa bene.
E' che qualche volta per andare avanti si deve un po' tornare indietro, voglio dire che i corsi e ricorsi storici valgono per le tendenze autunno inverno e quelle primavera estate senza distinzioni, se è abbastanza comprensibile, se non fosse che
--che arriva un giorno diverso da festeggiare in cui tutto il resto è off-limits, davvero, mi dimentico persino chi ero e chi sarò e allora finalmente, parola chiave, capisco che cosa significava --
--capisco che è buffo, così in differita, avere simili lampi ingiustificati.
capisco pure che tutto è troppo tutto e non mi sento in grado di visualizzare appieno attraverso i 5 sensi, ma la legittimazione dove sta?, non c'è.
--
Ore 21.21
La legittimazione non c'è.
E' come raccogliere foglie in un mucchio per mettere in ordine un giardino. Non ti pagano nemmeno.
Ho linfa vitale, temevo di averla finita, ma ce l'ho. Sono ancora qui.
Può bastare.
Siamo potenzialmente strani, crescendo, mi confermate?, che è possibile frammentare noi stessi in 2 o più frazionamenti, rifugiarsi in uno solo dei 2 o più, animare a turno tutte le parti come marionette e al contempo fregarcene altamente di quella che fa l'altra, persino, potenzialmente, riuscire a mantenere su una mano un vassoio che si riempie di esami ballando la break dance e traendo il meglio da ciò.
Il mondo, strano a dirsi, è un posto più consono e addirittura ideale per fare retromarcia - più che retromarcia, cambiare registro -, di certo molto più della rete, troppo piccola e univoca. La rete, non quella dei pescatori ovviamente, è piccola e stretta, se uno ci pensa bene.
E' che qualche volta per andare avanti si deve un po' tornare indietro, voglio dire che i corsi e ricorsi storici valgono per le tendenze autunno inverno e quelle primavera estate senza distinzioni, se è abbastanza comprensibile, se non fosse che
--che arriva un giorno diverso da festeggiare in cui tutto il resto è off-limits, davvero, mi dimentico persino chi ero e chi sarò e allora finalmente, parola chiave, capisco che cosa significava --
--capisco che è buffo, così in differita, avere simili lampi ingiustificati.
capisco pure che tutto è troppo tutto e non mi sento in grado di visualizzare appieno attraverso i 5 sensi, ma la legittimazione dove sta?, non c'è.
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Ore 21.21
La legittimazione non c'è.
E' come raccogliere foglie in un mucchio per mettere in ordine un giardino. Non ti pagano nemmeno.
Ho linfa vitale, temevo di averla finita, ma ce l'ho. Sono ancora qui.