Saturday, July 19, 2008

Certe fini galoppano strane, quasi spingendoti in avanti con una o ambedue le mani, e non è esattamente un solletico quello a cui mi riferisco. Vogliono portarti al di là, mostrarti qualcosa o qualcuno perché gli parli tu stessa, perché la sua lingua è sconosciuta e tu faccia da interprete. Forse c'è una botola che aspetta solo la tua illustre presenza sopra.
Forse, ancora, è che è diventato troppo urgente che cambi qualcosa, che qualcuno deve pur lanciarsi da un dirupo.
Il rumore del phon alle 5 e mezza del mattino somiglia a quello che si sente sul ponte di una nave. Sordo e interno fin nello stomaco, e incomprensibilmente tiepido.

1 comment :

Anonymous said...

le urgenze, secondo come le interpreti, sono qualcosa di splendido. una scossa alla colonna vertebrale, una spinta improvvisa, il crollo o la salvezza davanti, la scelta compiuta nello spazio di sette respiri come il più saggio dei samurai. le urgenze a volte sono l'anticamera delle rivoluzioni.
e comunque sia, sempre meglio che morire sopra ad un letto, con il telecomandino per l'eutanasia assistita stretto sulla mano destra