Passano i giorni sotto la scrivania, sfiorando il manto di polvere, e si accumulano strisciando sotto il mio letto spoglio. L'autunno resta appiccicaticcio sulla pelle ma conserva quell'energia residua, di cui, quest'anno mi dicono che io conservi un quantitativo ancora superiore all'anno scorso sebbene le circostanza fossero completamente differenti. Ho rinunciato a capirne la causa, forse perché mi farebbe più male che bene mettermi lì a pensarci sopra, ci sono delle mattine, prendi questa per esempio, che andrebbero trascorse in una non-esistenza dormiente.
Svecchiando l'elenie che in questo era tanto brava, quando ancora se la vedeva con se stessa e nessun altro, mi viene voglia di strapparla in sottili striscioline irriconoscibili e - non potrei neanche buttarla nel wc, che è fuori uso - sbarazzarmene. E' già maledettamente difficile senza GiEffe, senza Uomini e Donne e tutto quell'inutile trambusto da rush hour di cazzate, non è che aiuti essere circondati. E' difficile avere a che fare con se stessi e la comunicazione tra gli esseri umani non è ancora implementata, anzi, regredisce ai tempi della clava, e ci regala nuove quarantene infettive - quelle del XXI secolo - che colpiscono come con una mazza da baseball. Ho il diritto di dire che siccome di questo posto non resta più niente posso ricominciare da dove mi pare.
E avevo pure giurato a me stessa che nulla sarebbe stato più così
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