Quando non ci penserò più, il giorno che il cemento mi avrà immobilizzato le caviglie intenzionate a correre, mille miglia lontana dal mio mare, con parole nella mente in una lingua non mia, e la pelle rugosa in 4K, e con pianti in grembo e manine e gioie, e candele--
Quando non ci penserò più e tutto cercherà di accadermi addosso tirandomi giù, quando il panico proverà a infiltrarsi tra la ghiaia del viale di casa, quando mi sarò spogliata di lentiggini e sarò andata fino in fondo senza bombola a ossigeno, quando i risvegli all'alba non saranno quasi più fatti di ricordi, quando lo zaino sarà tornato a riempirsi di borraccia e ricambi non generazionali, quando la bocca sarà baciata e la luna riprenderà ad essere luna, e sotto di essa tutti avranno una storia altra tragicomica e farsesca, quando non saprò più che pesci prendere--
Quando i kanji avranno ripreso a scorrermi nelle vene come se nel sangue non avessi avuto altro, e insieme alle righe di codice tutti i record del mio database saranno andati a posto, e più che innalzare casette di lego sfacciate non potrò ormai più, mostrando bicipiti e lividi e graffi, e con il sorriso misto a lacrime mi sarò accorta di essere giunta alla fine del mondo--
--mi tornerà in mente il tuo esempio, i tuoi occhi buoni, la tua voce dolce, e tutto rischiarerà, tutto sarà luminoso, partirà da dietro di me, mi cingerà con tepore, e saprò che quello che sono lo devo anche a te.
Lo devo anche a voi.
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