Ti guardavo, anche oggi.
A un certo punto della mia vita ho iniziato a sciogliere dentro di me la tua bellezza a piccoli grani, che al microscopio mi sono apparsi nuovi, complessi, irrisolti come una droga misteriosa e proibita che promette di far male.
Certe volte decidi di snodarti in piccoli fiocchi indigesti, eppure rimani lì, sotto la pelle, ricostruisci i tuoi strati di storia e sedimenti i ricordi.
E anche oggi come tutte le volte hai quel sorriso ironico nel tuo cielo, beffardo, ma così vivo, così reale, e mi sembri una festa corredata di orchestra che non tacerà mai. Come una bella avventura dall'esito incerto, e tale mi sembra anche la mia infanzia in te e con te: ho curiosità dei primi passi che ho mosso, delle prime parole che ho detto, di quei rapporti incerti con gli altri e di quel modo di crescere che è un eterno sbocciare di insicurezze e paure.
Mi rivedo misteriosa e ancheggiante, ispirata e ispirante, goffa e ingenua e il tuo viavai è come una seconda famiglia che non ho mai riconosciuto, priva di documenti ma significativa e verace.
Ho sete dei miei vecchi amori, delle mie passioni seppellite, dei libri che avevo e su cui posavo i pollici, delle piogge invernali e i caldi che non tolleravo; delle mie ribellioni e del rinnegarti, del ritrovarmi innamorata e triste. Voglio sapere cosa facevi mentre volevo fuggire dalle tue mura di storia e ingiutizia, cosa raccontavi a chi sapeva ascoltarti non solo con le orecchie.
Desidererei toccarti con le nocche, esplorarti e ritrovarmi, chiederti il permesso di tuffare la mia anima nei tuoi flutti, usare tutta l'eleganza che meriti come se fossi una dama maltrattata dentro i ricordi e fuori sulla bocca di tutti. Vorrei renderti giustizia e piangere la poca speranza che ho per me, nei nodi della mia confusione totalizzante e nella mia consapevolezza del tempo che passa.
Sei amara, eppure mi strappi sorrisi a occhi chiusi come se d'improvviso potessi annullare gli anni trascorsi a rendere giustificazioni, spiegazioni. Come tu ci riesca è un segreto che nessuno è in grado di svelare, generazione dopo generazione. Dicono che i segreti non si svelano e le poesie rimangono pudiche sotto gli abiti dei loro versi, in attesa di essere sfiorate da occhi sentimentali.
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