Wednesday, May 03, 2006

Sprazzi artistici frammisti a placido ritorno alle origini.
Immagini balorde e simboliche già note che spingono e si dibattono verso l'espressione puramente s-talentuosa.
Ci si prova seriamente, a cambiare certe cose, ma i vizietti antichi sono duri a morire ed ecco che single non vuol dire sprovveduta. Autocitazione: c'è un tempo per ogni cosa e pazientemente s'attende, sfruttando le occasioni per chiarire qualche incomprensione e cercando l'intesa di un pidgin sentimentale col risultato parli una lingua dravidica qualunque.
[La sensazione propria di un esquimese quando solleva la testa e scopre quante poche persone riuscirebbero a comprenderlo. Cose che ti cambiano dentro.]
Frattanto c'è già qualcosa come l'Estate di mezzo, i ciondoli a forma di libellula per l'Elenie-libellula, e le consuete facezie assolate, ma si ha di nuovo il diritto a restare ancora un po' ibernati con le apparizioni che crescono dalla fronte.
[Spruzzo il limone negli occhi altrui]
C'è un sorriso e la tacita intesa e un qualcosa come dei pezzi di puzzle scambiati per sempre da promessa. Mantenuta.
[Mi stendo nell'erba. Erba alta.]
~E raccontano che lui si trasformò
in albero e che fu per scelta sua,
che si fermò, e stava lì a guardare
la terra partorire i fiori nuovi...~

Monday, May 01, 2006

Raggiungere un isolotto totalmente fuori da ogni rotta.
Con una corda che ti salva e ti assassina
[stessa mano]

Vulesse far venì pe' n'ora sola
lu tiempe belle della cuntentezza

si cantava in terra d'Abruzzo, tra le casupole dei pastori.

Il sentimento
Detesto quell'autodistruzione che parte da me.
Ché le strategie elaborate possono all'improvviso riverlarsi gusci vuoti
su un ponte di stecchini
--scoprire di credere in una bolla di sapone
l'incantesimo di un bambino ammaliato--
ecco cos'è.