Monday, May 01, 2006

Raggiungere un isolotto totalmente fuori da ogni rotta.
Con una corda che ti salva e ti assassina
[stessa mano]

Vulesse far venì pe' n'ora sola
lu tiempe belle della cuntentezza

si cantava in terra d'Abruzzo, tra le casupole dei pastori.

Il sentimento
Detesto quell'autodistruzione che parte da me.
Ché le strategie elaborate possono all'improvviso riverlarsi gusci vuoti
su un ponte di stecchini
--scoprire di credere in una bolla di sapone
l'incantesimo di un bambino ammaliato--
ecco cos'è.

4 comments :

Anonymous said...

eternità\ora basta
autodistruzione\speroduriper sempre

c'è qualcosa di così bello nel distruggere, il brivido del tuffo nel vuoto, la stessa moneta, da una faccia il paradiso dall'altra la voglia di rincominciare, sia pure all'inferno che non si sa mai che sia affascinante.

quello che mi fotte è avere delle aspettative. dovrei giocare a mosca cieca, trovare le cose e i giorni così, per caso. sarebbe molto meglio. meglio di qualsiasi piano\programma stronzissimo e strappasonno.

ciao

Anonymous said...

chiamiamola autodistruzione, chiamiamola angoscia, chiamiamola anche con il suo vero nome: lucidità.

Elenie said...

L'ideale è avere delle lucide aspettative. Magari che prevedano anche il dover ricominciare dopo un'esplosione, perché è vero che qualcosa di positivo c'è, ma non sempre e non del tutto.

Anonymous said...

la cosa positiva è il fatto che comunque vada, avrò qualcosa in più da raccontarvi.
se mai ci incontreremo in qualche posto sfigato e freddo.
ormai vivo solo per quello, perchè l'esperienza è come un coltello che mi lascia i suoi segni.