Tuesday, May 30, 2006

Credo di aver salito delle scale e di essermi rifugiata in una mansarda con un unico finestrino sul cielo. C'era una nuvola a forma di Nord America. Ma sentire la polvere sollevarsi non è salutare, non più.
Il solito vecchio dilemma di questa soffitta accogliente col tempo bloccato e nugoli di ticchettii di orologio ingoiati, mentre ti ripeti che avrai tempo, ma non sai se ne hai davvero.
Ne ho?
E se solo non fosse così. E se tu mi insegui, se sembri fare capolino da un'altra anima apposta per ricordarmi che calpestiamo lo stesso suolo. E se solo mi accorgessi che questo è l'unico pensiero che ha una vaga consistenza al di fuori delle linee di evidenziatore sui testi e il rumore di un paio di scarpe col tacco su per il corridoio. Ché tanto spesso invece non mi accorgo dei movimenti circospetti o del belare delle greggi di pecore da cemento, e nemmeno avverto, laggiù in fondo, un qualsiasi formicolìo sotto le lacrime che non ho mai.

Il vento. E una musica da fuori. Amélie.

2 comments :

Anonymous said...

ameliè intendi la colonna sonora del film? secondo me quella musica è davvero magia, pura magia. una favola.

Elenie said...

Sì, Amélie Poulain. Una favola davvero.