Tuesday, May 09, 2006

Se uno pensa anche solo in un istante di "mollotuttoeparto" che esista una Terra Promessa per ogni essere umano - una sorta di variante del Destino, che forse ha più a che vedere con roba come le vite precedenti, perché come al solito non ci vuole niente a crederci, è troppo romantico e pittoresco per resistere - potrebbe cercarla, e mettendoci anche tutta una vita, alla fine riuscirci.
E poi, fermarsi
in quel posto che sembra chiamarti come se avvertisse la tua mancanza.

[E' più facile raggiungere Atlantide che la Finlandia .]

E' che oggi era tutto molto finto, più del solito, sotto un cielo chiuso, sembrava di stare in una simulazione, in uno studio di effetti speciali. Qualcuno reggeva il copione e le marionette erano mosse alla perfezione, realistiche ma non più vive di animali impagliati. E' che si ha voglia di perdersi. E' che. E' che.

3 comments :

Anonymous said...

il bello è spostarsi, e non arrivare. nell'arrivo c'è un minimo di stabilità...si interrompe tutto. credo. nello spostarsi c'è qualcosa di indeterminao propria dello scorrere.

il vagabondo, il cazzone che gira a naso in su. e che diventa nostalgico dopo 5 minuti che sta fermo

Elenie said...

Probabilmente hai ragione.
Non c'è molto gusto ad avere un traguardo fisso. Ma per saperlo bisognerebbe sperimentarlo...

Anonymous said...

io fuggo in spagna. e appena l'ho deciso qua hanno riempito le risaie che sono così belle e già mi mancano. chi è che diceva mi manca chiunque?