Friday, January 05, 2007

Un nuovo ciclo di attese scade luna dopo luna. Come si fa a sapere se conviene rinnovare la tessera, e dov'è finito Godot? E verranno mai a prendermi da questo angolo sperduto, non lo so.
Ho i capelli impazziti per il traffico dell'epifania, le cellule epiteliali del viso che si danno alle manifestazioni e agli ammutinamenti (più del solito), e la perdita degli impulsi vitali è un tragico epilogo, da digerire lungo tutto il pomeriggio.
Sì, digeriamo, come il tonno del pranzo che sta ancora lì seduto nello stomaco di Elenie che sta a sua volta seduta, chissà se anche quel gigante che trasporta il mondo, chi era, Atlante?, sta a sua volta seduto su una sedia gigante. Tanto al prossimo pasto starò ancora lì a incitarmi l'apparato digerente perché compia il suo dovere. La morale della favola è che si percorrono ciconferenze e ci si accorcia ad ogni giro. Come faccio ad investire l'omino al traguardo?

Comunque.
Giovedì 4 gennaio. Ore 7,30 circa a.m. . Respiri. Giro per casa per cercare di capire da dove provengano. Figura genitoriale femminile dormiente d'un sonno tacito e tombale. Non lo capisco. In qualsiasi stanza li avverto ugualmente chiari, vicini, da dietro le spalle, sussurrati. Metto il caffé sul fuoco con una strana impressione. Poi mi dimentico. Poi non sento più niente. E mi rimane il dubbio. Ognuno con le sue teorie. Io avrei giurato che ci fosse qualcuno in casa.

Wednesday, January 03, 2007

Non esisteva giorno più sbagliato per alzarsi e mettersi a camminare, ci fosse stato davvero bisogno di scappare e mettersi in salvo sarei rimasta lì con gli occhi fissi e i muscoli disfatti, poi per un attimo ho pensato di stare su una giostra e mettermi a danzare sulle note del carillon, avrei aperto lo sportello a giro finito per farmela a piedi, ovunque fossi arrivata: se c'era da star fermi e immobili sarei diventata campionessa del mondo, nemmeno l'abbassarsi ritmico del torace per respirare. Piretto, hai dimenticato di elencare, nel tuo post, il possibile incontro scontro con un'auto al cui volante siede un fantoccio di nome elenie.
Due ragazzi dormivano sullo scalino di un negozio chiuso, lui appoggiato a lei, imbacuccati e rannicchiati, ho cercato di immaginarmi al posto di uno di loro ma mi si è teso qualcosa dentro quando mi venivano in mente, come il ritmo di una canzone, i passi mossi prima di arrivare lì, e quelli ancora da muovere. Siccome evitare gli strappi è la parola d'ordine, non come quando fai la ceretta, ho lasciato perdere E una banda di cani randagi sul ciglio del più anonimo dei marciapiedi sonnecchiava allo stesso modo, allora ho deciso di arrendermi e sono rimasta ad osservare finché uno ha alzato la testa. Poi ripartire era un po' diverso, non saprei dire bene perché.
~Veri
da sembrare irreali
gli opposti ed i contrari
di un tormento che non vuole ali~

Ripeto, nessuno conosce la risposta ai perché.
Nemmeno gli sms di auguri hanno un perché, sembra che gli sfanculati li blaterino meglio, gli auguri intendo, non chiedetemi il perché - visto che siamo in tema - , ma le circostanze formali gli ridanno la voglia di biascicare le loro parole che gli dirigiresti volentieri in direzione del pertugio posteriore. E no, non sono incavolata, solo sprezzante. Perché? Questo lo so. Perché certe storie non sono altro che un'agonia.
~Ieri
eravamo così avanti
che siamo ormai convinti
che le rughe tocchino ai perdenti....~