Un nuovo ciclo di attese scade luna dopo luna. Come si fa a sapere se conviene rinnovare la tessera, e dov'è finito Godot? E verranno mai a prendermi da questo angolo sperduto, non lo so.
Ho i capelli impazziti per il traffico dell'epifania, le cellule epiteliali del viso che si danno alle manifestazioni e agli ammutinamenti (più del solito), e la perdita degli impulsi vitali è un tragico epilogo, da digerire lungo tutto il pomeriggio.
Sì, digeriamo, come il tonno del pranzo che sta ancora lì seduto nello stomaco di Elenie che sta a sua volta seduta, chissà se anche quel gigante che trasporta il mondo, chi era, Atlante?, sta a sua volta seduto su una sedia gigante. Tanto al prossimo pasto starò ancora lì a incitarmi l'apparato digerente perché compia il suo dovere. La morale della favola è che si percorrono ciconferenze e ci si accorcia ad ogni giro. Come faccio ad investire l'omino al traguardo?
Comunque.
Giovedì 4 gennaio. Ore 7,30 circa a.m. . Respiri. Giro per casa per cercare di capire da dove provengano. Figura genitoriale femminile dormiente d'un sonno tacito e tombale. Non lo capisco. In qualsiasi stanza li avverto ugualmente chiari, vicini, da dietro le spalle, sussurrati. Metto il caffé sul fuoco con una strana impressione. Poi mi dimentico. Poi non sento più niente. E mi rimane il dubbio. Ognuno con le sue teorie. Io avrei giurato che ci fosse qualcuno in casa.
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