Farla breve ed eleminare la teatralità.
Elenie essenziale.
Tanto più che il post di stasera è banale.
Tirato per le molle. Frammentario.
Reduce da sogno in cui un uomo ti piglia e ti ignora, ma era divertente, un gioco.
Un gioco da bambini.
[Improvvisamente accorgersi di tutta la strada fatta, e del numero di cose rimaste in sospeso. Esorbitante.]
Sì, pulsano e ci si abitua, ma stasera--
--nel senso che sono troppe quelle che a vederle da lungi le aggiusteresti, aggiugneresti una parola, qualunque cosa. stasera--
Che gli sms a notte inoltrata sbattono venti nelle tempeste, sono una strana storia di immagini disposte a coltellate, spiegazioni, segreti.
Poi le suole di scarpe da corsa di nuovo in moto, ma nella maniera in cui sembra che percorrere qualche km sia un po' più serio e consapevole, chissà se durerà.
Accatastare altre pile di immagini. Astinenza da foto - trasferte giornaliere - una specie di promessa - una specie di visita medica e prescrizione annessa - esercitazioni di guida dal risultato assolutamente random - forse, ora che ci penso, grafica nuova, sì, mi va di cambiare faccia. Mi bruciano le ginocchia e le punte delle dita, c'è poca luce ma tutto è ugualmente cadenzato, armonioso, stranamente perso, disorientato. Parto ora e chissà se durerà correre così. C'è un modo per ricondurre tutto a un ordine cerebrale che sia in qualche modo controllabile, rassicurante. Chissà se non guardando nulla intorno riuscirò a superare tutti questi raggi di lampioni proiettati sull'asfalto senza distrarmi.
No comments :
Post a Comment