Stasera mi sembra d'obbligo aggiornare le playlist, che forse non potrei fare a meno dei Blessed Child Opera piuttosto che Enzo Avitabile e dei suoi ritmi in un futuro prossimo o anteriore, quando sarò stata, quando sarò diventata, se sarò cambiata, se potrò. Stasera mi va d'orgoglio perché mi sembra di avere avuto i tamburi in testa, che quei suoni mi abbiano rivestito la calotta cranica di qualcosa di duro ma più vellutato. Stasera non voglio farmi capire e penso: peggio per voi che parlate un'altra lingua. Io mi faccio largo con l'aria stralunata.
--
Poi qui riverso cavolate obsolete che non so da dove vengono, riporto le notizie della settimana scorsa, non mi curo di aggiornarmi o riordinarmi. Non è il tempo, non lo è per niente, e per questo ho paura delle grandi distanze temporali che dovrò aspettare di coprire prima di liberarmi.
--
Fuggire e rifugiarsi sembra ed è un controsenso indecente ma la prendo per buona e almeno io clementemente l'accetto. Che ho il compleanno alle porte e come notizia che chissà quanto tempo dovrò starci ancora in quest'università. In questi panni qui. Queste stupide regole, queste volgarissime convenzioni. Per il secondo anno di fila il tempo fa pena in questi giorni, ma in realtà non m'importa, faccio così con tutto, meno m'importa più lo partorisco veloce con la decisione di chi è convinto, di chi ci crede e gli importa. Però il tempo fa schifo e inizia a non dispiacermi che mi dicano: sembri più giovane. Di quanto? Quelle volte lì che ne parlavamo, gli anni erano 3 o 4, adesso già entriamo nell'ordine di idee di 7 o 8 anni. Vuol dire che si rimane in fondo gli stessi.
Ecco un buon esempio di quelli da latte alle ginocchia. Credo che non m'innamorerò mai, perché per prima cosa suppongo che si debba credere nell'insensatezza di due persone che si riconoscono e combaciano. Paroloni? Miro più basso, facciamo così: Due persone che stanno bene insieme. Che costituiscano anche uno stimolo l'una per l'altra, se posso azzardarmi. Pure questo difficilmente lo immagino, è un'idea che non mi resiste 2 minuti. E poi, nella fattispecie, parliamo di me, voglio dire. Non mi torna decisamente.
Eppure lo so che ci si può effettivamente mischiare. Che in una qualsiasi normalissima giornata è possibile incontrare una stessa persona anche mille volte tutte diverse e tutte nuove, anche senza che in nessuna di queste fosse possibile una figurazione corporea concreta che si manifestasse anche solo con un ciao.
Ma rimane impossibile. Come è diventato impossibile avere un discorso logico con me.
Poi ieri mi veniva da chiedermi: qual è la media di fiducia in sé stessa che ha la gente di questo mondo?
--
Comunque sia. Università, mi fai schifo ancora una volta, ma non mi arrendo. Almeno oggi non ho avuto nessun incontro-scontro. E' pur sempre qualcosa.
Thursday, March 06, 2008
Sunday, March 02, 2008
E' stato un rivolo di primavera e l'ho guardata di sottecchi compiaciuta tranquilla, da bambolina, sotto l'egida di occhi animati da una infantile fantasia. Certe volte il venerdì ho un mare che è una tavola piatta dentro, scorgo le isole lontane e anche di più, non è una scelta consapevole, è qualcun altro che sceglie di scartare gli avanzi e tenere bicchieri e tazze e forchette d'argento fino all'alba per ascoltarne il riflesso del primo sole. Un'indole in qualche modo marina, densa. E il sabato lo passo a scrutare sempre nella stessa direzione, da diverse angolazioni, ma in linea di massima così immota. Prima di ripiegare sotto il peso di tanti piccoli sogni, troppi e duri, dal colore della ruggine. Ma ieri mi è venuto da ridere all'improvviso vedendo un giocoliere scendere gradini di pietra tra le aiuole, e scendendo suppongo si divertisse e si compiacesse nel suo equilibrio precario, sfere in movimento sulle mani attente, questa poteva essere una bella cartolina misteriosa, di strade di sanguigno, di equilibrio goliardico e di solitario e selvatico. Sfuggire le mani, il senso di liberarsi le dita e i polsi ogni sera, la pelle sottile che brucia come cera inconsapevole, un perché che cinge scivolando braccia invisibili e notturne. Ballare somiglia al quadro che vedo su una parete della casa natale, è un incantesimo o assolutamente niente, come il vento della sera su una tovaglia, un qualsiasi faro clandestino, scalzi e tamburi.
La realtà è già fatta di troppe compenetrazioni di piani trasversali e spesso inopportuni, che la purezza non so dove esiste più.
--
La realtà è già fatta di troppe compenetrazioni di piani trasversali e spesso inopportuni, che la purezza non so dove esiste più.
--
~Little child,
Dry your crying eyes
How can I explain
The fear you feel inside
´cause you were born
Into this evil world
Where man is killing man
and no one knows just why...~