Wednesday, May 31, 2006

Certe volte rigurgito un risentimento ingiustificato verso tutto ciò che tende alla perfezione radiosa "alla mulino bianco", che, anche se solo apparente, poi s'insinua nel cervello della gente scatenandoti sorrisi a 32 denti che non ammettono l'ombra di una carie e nasi che si storcono dinanzi al colore giallognolo sui denti altrui. Castelli mal distribuiti in un mondo che volti l'angolo e sei in una favelas. Questa è la verità. Ingiustificato perché in parte assorbito, e in parte affilato con i caratteristici artigli che mantengono ancora una parvenza di inoffensiva insospettabilità.
Una volta qualcuno mi disse che ricordavo una crisalide in continua evoluzione. E chiudo qui, perché il resto l'ho vomitato poco fa ed è troppo tardi per le parole. Non sono più fatta per i singoli pensieri semplici.

Tuesday, May 30, 2006

Credo di aver salito delle scale e di essermi rifugiata in una mansarda con un unico finestrino sul cielo. C'era una nuvola a forma di Nord America. Ma sentire la polvere sollevarsi non è salutare, non più.
Il solito vecchio dilemma di questa soffitta accogliente col tempo bloccato e nugoli di ticchettii di orologio ingoiati, mentre ti ripeti che avrai tempo, ma non sai se ne hai davvero.
Ne ho?
E se solo non fosse così. E se tu mi insegui, se sembri fare capolino da un'altra anima apposta per ricordarmi che calpestiamo lo stesso suolo. E se solo mi accorgessi che questo è l'unico pensiero che ha una vaga consistenza al di fuori delle linee di evidenziatore sui testi e il rumore di un paio di scarpe col tacco su per il corridoio. Ché tanto spesso invece non mi accorgo dei movimenti circospetti o del belare delle greggi di pecore da cemento, e nemmeno avverto, laggiù in fondo, un qualsiasi formicolìo sotto le lacrime che non ho mai.

Il vento. E una musica da fuori. Amélie.