Wednesday, June 15, 2005

Chapter XV...

#1
In questa giungla di impulsi e cavi elettrici, in questo mondo di grovigli inestricabili alternati a uno sterile wireless, ecco un cervello che comunica e riceve impulsi, come una specie di modem organico ed ecologico (presumibilmente).
Il mio cervello.
-> E sono disgustosamente pomposa, per qualche (molti) episodi di telepatia, sogni premonitori & derivati, in fondo che c'è di così strano? Solo che capita pure che la gente comunichi con me in un sogno? :)

#2 (dove ho mai preso la balzana idea di dividere le mie cavol..ehm, i miei arguti post in paragrafi??)
[Dev'essere la vecchiaia e la stanca maturità che porta le madri a rompere inverosimilmente e a sporcare i sogni. E dev'essere questa la ragione per cui le figlie gesticolano malamente se loro entrano nelle stanze mentre quelle parlano al telefono e in genere malsopportano qualsiasi loro parola. E' una teoria che sta decisamente in piedi.]

#3
Mi stavo chiedendo che fine ha fatto la mia vena polemico-sarcastica, chè la parte sarcastica c'è ma inizia a sentirsi una vena a metà senza incazzature sbollite in un improbabile confessionale personale/blog.

Nel frattempo, in qualche crocevia dell'anima il primo interludio ha separato due mondi diversi e sancito un nuovo limite che la mente ha il divieto di oltrepassare. In fondo deve pur esistere il luogo in cui nasce l'arcobaleno, che si tratti di una panchina in un parco, o una pentola d'oro.
E' tutto nella testa.
Se solo la si piantasse con questo masochismo puro e ci si avviasse giù dalle montagne russe.
~Fino al centro della vita
Ti mancherò, mi mancherai
come agli occhi il sale delle lacrime...~

[Ditemi che ciò che scrivo ha un senso, vi scongiuro...]

3 comments :

Anonymous said...

Complimenti per la nuova veste...anche io ho voglia di cambiare....

Anonymous said...

ha molto senso
e diventa pure sempre più bello
e anche un poì inquietante dato che mi sembrava di leggere di ME
(ma quanto sono egocentrica)

Elenie said...

Grazie a entrambe :)
Può darsi parli anche di te, sì...