Friday, September 16, 2005

*Rullo di tamburi*
*Squillare di trombe*

Ho ripreso in mano i libri!!!
Quando i duri ricominciano a giocare...

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Persone che si trincerano dietro gli "Io sono" e intanto stanno al sicuro, coperti dalla pioggia, e pensano che questo basti a farli esistere. E ironia della sorte poi riescono, circondati da altri "Io sono" sicuri di quel titolo, come se facesse la differenza poi: non c'è più fantasia, ti spiattellano ovunque l'Amore ma poi finisce che non lo vedi neppure col binocolo o magari non lo riconosci più, e in tutta la vita sarei curiosa di sapere quanta gente può dire di averlo provato. Sinceramente.
D'estate ci sono gli yacht di Briatore e la Costa Smeralda a pochi passi con tutto quell'assurdo spreco di denaro. Ma poi cambi canale e le pubblicità dei giocattoli indirizzano i malcapitati e influenzabili minori verso un solo prototipo di oca giuliva/gallo cedrone che insegue le stesse luci della ribalta.
Oggi detesto particolarmente tutto ciò che è omologazione e tentativo di clonazione, soprattutto tutto ciò che è moderno, il XXI secolo mi sta un po' sui cocomeri e mi viene voglia di sprofondare nella memoria degli anni '80 e '90, per non azzardare troppo, ma chissà se è perché quegli anni nascondono l'infanzia nei boschi e nel verde dei campeggi senza cellulari (i ragazzini di oggi sono convinti che i cellulari siano sempre esistiti, se non si fa capir loro che è un lusso degli ultimi anni, un po' come la TV per me bambina), quando si faceva la fila ai telefoni pubblici e sparire senza lasciar traccia era possibile, e si sopportava il caldo senza climatizzatori. Forse persino il clima era diverso. Tutto era più sanguigno. Non c'erano le Bratz, non c'era internet e le lettere provenienti da lontano le potevi toccare e assaporare coi sensi, la smania di partire era un sogno più distante e non bisognava competere col mondo intero.
La vita ha dimenticato i piccoli figuri anonimi che un po' di anni fa hanno condotto vite modeste eppure umane, generando, prolificando, esistendo anche loro. Sarà che sto leggendo La Storia di Elsa Morante e questo mi salta all'occhio subito, nelle volte in cui con la sfiducia sui palmi penso di aver sbagliato epoca. Ma in fondo poi cosa ne so io.
Non ricordo più cosa volevo scrivere e non so più cos'altro dire.
Forse solo che cambia la società come [perché] cambiano le persone, e mi fa tristezza come tante altre cose.
~Vivere, vivere, arrivano i nostri,
sarò piccolo o mai più?~

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