ho fatto colazione, mi sono preparata, ho lavato i piatti, sono uscita. Senza pensare minimamente alla mia destinazione.
Mi sono rifugiata su una terrazza dell'università a studiare, a godermi l'aria del mattino, finché non è stato troppo affollato per poter continuare - come sarà per sempre visto che quella terrazza da oggi ospita i tavolini di un bar, l'unica innovazione [tanto decente quanto inutile] nel mio caotico mondo universitario.
Era comunque una bella giornata, freddina ma soleggiata.
La città mi è parsa nuova.
Come se qualcuno le avesse passato una mano di vernice per ravvivarla.
Era diversa e limpida come il riflesso del cielo in uno stagno. Con qualche pittoresca increspatura.
[Sono i miei occhi ad essere diversi. Un trapianto in notturna, forse? Sono io che assaporo l'infinito. L'infinito esiste.]
~I dream of rain
I lift my gaze to empty skies above~
Il tempo è scorso lieve e intenso tra le persone, ed è stato subito buio. Non c'è niente di più bello della linearità semplice di certi giorni. Questo è il periodo dell'anno che preferisco.
Penso che non valga la pena di sapere altro.
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