Una settimana davvero folle s'è giustappunto conclusa. E' stata una continua esplosione di colori ed energia, un connubio tra moderno e antico, movimenti e sapori misteriosi e folli balli di gruppo multicolori. Ombrellini, kimono, maschere, koto, shamisen e tamburi a non finire.
Colori ed energia sempre, un qualcosa di trascinante e incredibile, la traduzione di tutta quell'operosità e precisione e impegno in tutto ciò che fanno. Milioni di colori da far venire il mal di testa, e tali da far scolorire qualsiasi altra cosa, tutto quel furore e quel tum tum infinito che faceva sembrare il mondo circostante una specie di relitto sfigurato.
E la parte nascosta, che non ha niente a che vedere con le prove luci e le postazioni dei microfoni. Il dietro le quinte che nessuno racconta in maniera ufficiale. Per esempio, una Elenie che s'intrufola e fa amicizia con donne giapponesi scalmanate di mezza età che vogliono imparare a cantare bene funiculì funiculà per fare bella figura, e poi la adottano come figlia ufficiale, una Elenie che ripara sotto il suo ombrello una giapponesina infreddolita, e scatta centinaia di foto come una giapponese (appunto) impazzita.
Mi hanno detto che ho la stoffa della fotoreporter d'assalto e io starei seriamente considerando l'idea di dedicarmi anima e corpo alla fotografia, se non sapessi che gli inconvenienti del mestiere sono tutti i calci nel sedere che la gente si sente di darti non appena ti scorge. Anche se con i giapponesi si va sul sicuro, perché sono sempre i primi a tirar fuori macchine fotografiche e videocamere da ogni dove, e senza chiedere nessun permesso cominciano a scattare come tanti psicopatici!
[Io amo viverle, le cose. Da dietro, e da dentro, a modo mio.
E la nuova settimana comincia con un po' di malinconia per la fine di questa grande festa colorata.
Ciò che ho da dire, non può essere scritto qui.]
A parte una cosa.
Ha fatto un freddo boia ed ha piovuto senza un attimo di tregua, cavolo, ma da dove veniva tutta quell'acqua? No, a dire il vero domenica una tregua c'è stata, il sole è uscito per qualche minuto - ma lo spettacolo è saltato lo stesso!!! - tanto che volevamo bestemmiare, ma poi è arrivata nel giro di una manciata di secondi una scarica d'acqua da paura.
E dovrebbe essere il Paese del Sole.
3 comments :
qua un unico colore: il bianco
e sinceramente è l'unico che mi piace ora..
però è bello vedere che in un'altra realtà roteano i colori
e che però anche là i giapponesi sono PAZZI ;)
buona settimana, elenie.
che belle le settimane folli;)
che poi anche se le altre, quelle successive, non lo sono, bastano quei residui di colore a far stare ancora bene..vero?
un bacio
vale.
Sì, i giapponesi sono pazzi. Allegramente pazzi.
Ed è vero che poi la follia riecheggia sempre, e a lungo. Per fortuna...
:)
Post a Comment