Tuesday, July 11, 2006

Giornata di panna.

E un po' di cioccolata. Di quella buona, che ti si scioglie in bocca e lascia il palato foderato di dolceamaro e la coscienza a posto col mondo intero.
Meno male che non mi sono tirata indietro. Che un voto in più sul libretto mi teneva per i capelli e le punte delle dita e non ne potevo più e ora, davvero, il cioccolato ha un sapore diverso.
[Riscoprire le piccole ovvietà.]
Vabbè che anche la città sembra si sia fatta bella per la nazionale, privandosi di certe brutte impalcature e rifoderandosi di bandiere. Che importa, tanto siamo campioni del mondo! si sente dire, e mi piace, non so perché: E' incoraggiante.
Sarà anche che in Francia rosicano [goduria, goduria, goduria] e Zidane è andato a piagnucolare da Blatter che lo accoglie e lo protegge sotto la sua ala, gli porge un gelatino e la promessa che Materazzi riceverà le tottò.
[Già, ché se la rea zuccata fosse stata opera di un italiano, noi si poteva marcire all'inferno.]
Che a metà pomeriggio c'era una certa tranquillità languida come acqua di porticciolo. Il tempo impiegato a parlare all'ombra fresca delle macchinette distributrici mi è diventato strano, e le macchinette, in sé, non mi sembravano nemmeno più tanto reali.
Come se mi avessero predisposto le orecchie all'attesa lieve che non sarà tradita perché è destino. [Come se ci fosse, un destino.]
A comprimere il tempo delle onde sugli scogli.
Ma dolcemente.
Con un sorriso:
Sei importante. Senza di te, io... sarei diverso...
~Breathe into me and make me real...~

Ma, dolcemente.
Come se lo sapessi.
Per sempre.

No comments :