Sunday, July 16, 2006

Mi avessero detto che sarei riuscita a sentire l'ossigeno in un tale weekend di città spiaggifera, ci avrei messo su la firma senza pensarci. Come uscire dalla Jacuzzi al posto di Daniele Interrante -dico, DANIELE INTERRANTE, mica Paolino Paperino- con addosso il lavoro di una equipe di restauratori solerti. C'entra la posizione degli astri e magari anche le fasi lunari, ma persino la freccina del mouse si muove in diagonale da sola (normalmente lo fa solo in verticale o in orizzontale...). C'entrerà tutta sta roba.
E le fette di crostata all'una di notte, appoggiare l'orecchio destro sul cuscino in un profilo perfettamente simmetrico con l'idea vaga che barattare il sonno di ora è una buona idea, fare certi sogni di labbra asciutte e occhi ghacciati, e il cane del vicino - dal pelo curiosamente diventato color miele - che avvinghiato alla tettoia poi si lascia cadere nel vuoto, fino al tonfo. Sempre in sogno, per fortuna.
L'uomo è uno strano animale che talvolta offre giustificazioni a chi non ne chiede, dimentica tutti i passi di danza appresi con fatica e riparte da capo, si arrampica sulle finestre per sconfiggere il dubbio e sentirsi dire sei completamente andato sorridendo. Via. Il mondo pogga le sue radici sulle frivolezze. Su una frivola prosopopea che imbratta le cravatte.

Meno male che oggi il vento soffia bene.

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