Thursday, September 07, 2006

Cambiare [il] mondo.
Chicken Little aveva ragione. Mai sottovalutare troppo i pennuti. il cielo crolla, non frammenti a forma di piastrella ma pugni di sabbia che vanno nei denti. La desertificazione galoppa. Già che ci siamo, vorrei che [in quest'altro mondo] le stagioni ragionassero ancora e non ci si liquefacesse (ma si dice così?) solo respirando. Non è un bello spettacolo. Peggio liquefarsi anche dentro. Dentro non ho la spina del frigorifero.
Stanchezza. Di corridoi di ospedali, di equilibri su di un capello teso tra due dita, di grida come scoppi, di tremori, e di arrendevolezza da staccare a morsi, di impotenza.

Detesto questa folla oceanica di bufali selvatici e prepotenti. Ti volti un attimo e un tizio sbuca da chissà dove tirandoti qualcosa dalla mano mentre la popolazione si riversa in strada per bastonarti nei denti. Danno e beffa. Rende bene l'idea di come vanno le cose. E d'altra parte, c'è chi resta sotto sequestro 10 anni e poi riappare come un miracolo.
E finisce col parlarne in tv per la modica cifra di... quanto?

Cambiare il mondo? Cambiare mondo.

1 comment :

Anonymous said...

cambiare il mondo, e nel frattempo pensare che cazzo, dopodomani è lunedì mattina e sarà tragico e dovrò soppravvivere, che il mondo va bene è da cambiare, ma lunedì mattina mi trovo in un treno con 8mila stronzi e la nausea che si aggrappa alle tonsille e le scuote come se fossero campane, vorrei cambiare il mondo ma per il momento il mondo è così, e cazzo, hai detto bene: impotenza. l'impotenza più il sentirti il tempo che ti striscia come un verme lungo la schiena è una delle torture peggiori che nemmeno i cinesi. impotenza, stare sospesi ad aspettare, e tutto intorno la gente muore frullata dalle lancette del tempo, pressata dalla burocrazia, dalla fame, dalla solitudine. gite estive sulla torre di babele, nessuno capisce un cazzo di quello che dice il tipo affianco, non ci capiamo, inutile: macchinine di un autoscontro gigante. c'è chi si diverte, e chi vorrebbe scendere subito. i corridoi degli ospedali ( e i loro pavimenti ) sono la cosa più gelida che mi sia mai trovato sotto il culo. peggio dei pavimenti delle stazioni.... vabbè, ora vado. fai da brava; è solamente questione di arrivare alla fine della salita, poi per un paio di metri c'è una discesa. l'importante è non illuderci.