Mezz'ora per caricare ad hoc questa puzza di schermata su blogger e iniziare a buttar giù le solite 2 cavolate messe in fila, come questa dell'aprire dall'ultima pagina un giornale di stampa gratuita ricevuto per strada, cosa che ho trovato gratificante come stare ad annusare per ore un evidenziatore all'aroma di banana (!) - lezione 1, accontentarsi di poco -.
O come installare un programma come Skype, passarci un'ora e fuggire sommersi da fotografie e proposte ambigue - lezione 2, dimenticare TUTTO ciò che si è imparato con sudore & sofferenza in favore di un masochismo insopprimibile & cronico (lo so, devo lavorare un po' sui titoli, ma col tempo mi perfezionerò senza dubbio.)
O come attendere il momento di poter camminare con al collo la mia nuova sciarpa a fili neri e azzurro cangiante incrociati e senza più traccia di questa voglia di sbattere la testa sul cemento ad ogni passo - dulcis in fundo, lezione 3, ritrovare fiducia nel futuro.
Applausi per Elenie.
Chissà da dove mi viene questa mania di enumerare, è un po' che lo faccio. Magari è la segreta speranza di riuscire a riordinare tutto.
1 comment :
il punto uno è ambiguo, e comunque vada una fregatura. si potrebbero scrivere libri e trattati sul tuo punto uno, chissà se qualcuno l'ha già fatto. accontentarsi potrebbe essere un bel risultato, scavarsi una buca in qualche posto ben riparato, vista sul mare, poco cibo....apparentemente ti accontenti però per te può essere il massimo....quindi magari bisognerebbe accontentarsi di poco e stare il massimo bene possibile. però poi c'è chi si accontenta di un divano, di una famiglia, di una macchina nuova, di 8 gocce di lexotan a sera, di un capodanno fra amici, della domenica davanti a costanzo...e magari se la prende dal punto giusto si sente bene anche il nostro ultimo caso. ma magari dentro di se vorrebbe essere in australia a fare serf e mangiare granchi vivi.
quindi qual è la conclusione? accontentarsi di poco va pure bene, se a noi ci sembra il massimo tutta la situazione. se no non conviene proprio, mi sa.
sulla lezione due....beh, forse prima di disperarsi di ciò che si dimentica conviene chiederci a cosa ci serve ( serviva ) ciò che abbiamo dimenticato. di tutte le cose che so, la metà di esse non valgono un bicchiere di birra calda e sgasata.
lezione 3. beh, almeno sei propositiva. io quasi quasi nemmeno mi alzo più per giocare. sono come il portiere che deve parare un rigore e che va a raccogliere il pallone in fondo alla rete prima che venga calciato, sono l'impiegato nella banca che sta tutto il giorno a mani alzate perchè tanto stanno arrivando a rapinarmi. io nemmeno ci faccio quasi più caso al futuro, il mio futuro è un muro con la scritta 13 dicembre sopra.
p.s
beata tu, io ormai non c'ho più voglia nemmeno di riordinare. la festa è finita, sono tutti andati via, sono ubriaco e per me il mondo può finire ora....eheheheh
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