Se ti metti a pensare che pure tu, vista da fuori, sei già catalogata per intero come se qualcuno stesse lì con un microscopio e un block notes, ti viene voglia di inventarti una pazzia, due pazzie e mescolarle insieme, o anche tre, interromperle dove cavolo ti pare per iniziarne un'altra in modo da fare un pasticcio che ancora non ha nome e passare alla storia così. Come l'inventore di una pietanza che porta il tuo nome, come si fa con le stelle. Poi, secondo me, puoi anche morire.
Ecco cosa succede quando l'Elenie osa snocciolare quella sottile sensazione che tutto sia già stato scoperto. Bisogna farsene una ragione anche quando gli stimoli fanno drammaticamente su e giù nell'arco di una stessa ora e si annaspa, questo annaspare è insopportabile. Ho avuto modo di vedermi in un futuro che non avesse una fine e non ero come ora, camminavo sui tacchi in equilibrio sicuro al di sopra di una linea di continuità, una retta senza un punto finito, o almeno non lo si avvistava ed era un sollievo, un passo avanti, certo, ma temporaneo, perché è ancora troppo poco lo spazio tra i "su", per innamorarsi di canzoni che dicono soltanto
~This time around
you can be anyone...~
e muore subito.
2 comments :
commento serio e vaneggione
un periodo pensavo che la cultura fosse una mezza inculata. nel senso: io nasco in un determinato periodo, in una determinata regione e sono automaticamente già determinato. se nasco maschio o femmina sono già ulteriormente determinato da dei comportamenti preconfezionati. la cosa che più mi aggroviglia il cervello poi è pensare che mi piacciono gli spaghetti perchè sono nato in italia, se fossi nato in germania molto probabilmente mi piacerebbe altro. dove sta la libertà? boh, a prima vista sembra quasi che non ce ne sia, che tutto sia già scritto. i sociologi americani, grandi stronzi fra l'altro, chiamano questa cosa cultural dope, che secondo me rende bene l'idea.
ora, dopo tutta questa minestrina nauseabonda...che dico io?
che alla fine penso che i nostri gusti e i nostri comportamenti siano una gran fregatura, siano una finzione, non esistano granchè.....insomma, la scappatoia dove sta? nel mischiarsi con gli altri,e mai come oggi si ha questa opportunità, per chi la ha...puoi trovare un tipo con i capelli di un giamaicano, il piercing al naso come qualche africano strano, con un tatuaggio in stile maori sul braccio, che suona in un gruppo punk stile inglese anni 70, che parla il dialetto barese ed è appassionato di cucina messicana e di tradizioni cinesi...per dirti...le cose da shekerare sono tante.
poi..le catalogazioni forse sono state fatte ( in teoria ) per comodità...per capire con un concetto chi ti sta davanti...a volte può essere utile, nella maggior parte delle volte è dannoso e controproducente. forse le catalogazioni servono a preventivare quanti punti in comune in teoria potresti avere con una persona....ma sempre in teoria...nella pratica poi non servono ad un cazzo e riempiono solamente la bocca ai criticoni...
...
uff quanto ho scritto.....anche troppo, ma mi andava di farlo.
poi boh, non penso sia facile sentirsi se stessi...ma non penso sia impossibile.
altro discorso è capire fino a che punto si può essere se stessi, e il limite attuale non basta manco a me.
scusa per il disturbo!!
Cultural dope. Mi piace, rende pure l'idea dei lambiccamenti di cervello che ci stanno dietro. Mi sarei iscritta a sociologia se. Se quel giorno qualcosa mi avesse fatto cambiare strada, probabilmente.
Le categorizzazioni in fondo servono alle agenzie matrimoniali...
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