Tuesday, October 24, 2006

Quando ruggisce il sospetto. I sospetti li puoi pure tenere buoni per una vita, ma certe mettine si risvegliano. Ruggiscono. Graffiano. Ed è pure peggio perché ovunque posi gli occhi sei una pentola a pressione che raggiunge velocemente il punto dello scoppio.
Il vago sospetto di essersi arrampicati su un tralcio di bugie. Come se non fossero già abbastanza i rami che ti si sono spezzati sotto i piedi: può andarti peggio, puoi scoprire che è stata una messinscena favolosa, una rappresentazione di Joruri con tanto di marionette e il resto, ben congegnata forse, ma pur sempre una triste e misera recita. Che poi, anche se lo sai, neanche tu recrimineresti te stesso per averlo dimenticato.
Una triste storia.
Che non si chiude con la giustizia a spadroneggiare, no.
Comunque andava così 2 giorni or sono. Facciamo finta di niente.
Solita solfa di giorni contati per lo studio. Diventa sempre più difficile trovare qualcosa da sentire, mi sa che ci riesce solo il tempo, giusto perché fa somigliare i miei capelli a un mazzetto di spinaci. L'Elenie uomo mi amerà anche con gli spinaci in testa. Sìsì. Garantito. Le notti mi riorganizzano gli universi cerebrali e i mattini sembrano di rugiada, almeno nei primi decimi di secondo in cui riprendo coscienza. Magari fossero davvero di rugiada. L'istruttore di scuola guida che ci consiglia di non tenere in considerazione l'idea di guidare in questa città, che è una cosa del tutto diversa da come avviene altrove. Fantastico. Beh, comunque, non prendevo in considerazione l'idea neanche prima. Suppongo che presto figurerà un capitolo a parte su tutti i manuali di scuola guida. A proposito: Piretto... quando ti va, attendo il tuo racconto sulla tua disavventura campana coi mezzi pubblici. Giusto per aumentare il numero di conferme... :)

1 comment :

Anonymous said...

aspetto che passi la burrasca. quando il mare si calma riapro la rubrica "ricordi e anedotti divertenti", capitolo "mezzi pubblici"