Saturday, December 16, 2006

Svegliarsi e non riuscire più a dormire. E non è stata una notte di particolari autocritiche pendenti a ghigliottina, solo qualche progetto cittadino sotto il guanciale, dell'ordine di idee di un km o due, e le scarpe per attuarlo. In fondo è lontana l'ultima volta che ho bevuto un libro pagina dopo pagina, fino a notte inoltrata. Una notte analoga, infinitesimale, dispersa. Ho gli auricolari per recuperarla, di tanto in tanto, li posso usare come scialuppa, un taxi in corsia di sorpasso sognando una battuta ad effetto del tipo "presto, insegua quella macchina!" e chissà se la raggiungerò mai.
~Vedi, caro amore mio,
come si apre le braccia
a un vento senza fiato,
all'ultima bugia,
al silenzio che accusa i colpevoli...
Come si esce dalla festa
con il trucco in faccia,
e il cuore un po' ubriaco,
e una fotografia...~

E' da troppo tempo che non mi lancio all'inseguimento, ma c'è la musica con cui si ha un rapporto preferenziale e ci si persuade persino di poterlo fare di nuovo, anche se in fin dei conti la propria velocità va più che bene per assopirsi senza fretta.
~Vedi, caro amore mio,
anche sotto la pioggia
un altro vento stende
la sua biancheria...~

La verità è che il tempo fa allergia. Mi bruciano le narici se mi dicono "tra una settimana", se devo aspettarla senza dimenticarmi che ne sarà appunto passata un'altra.
La verità è che non so più che cosa dovrei mai inseguire, e se esiste ancora, e se è mai esistito. Che è un buon modo per completare l'anno.
La verità è che ho perso il filo, e stavolta non trovo la via per venire a capo di questo post, che è una fotografia in cui tutti i soggetti sono di spalle.

Nel frattempo la notte è passata.

2 comments :

Anonymous said...

io stanotte fotografo lo stesso paesaggio immobile per centinaia di volte. ne cerco le differenze inesistenti, perdendoci gli occhi dentro a lacrime finte come la canzone di natale dei subsonica...

Anonymous said...

Un abbraccio.