Saturday, April 07, 2007

Ho attraversato sale vuote e uffici in letargo con in mano un giornale e un po' di allegria, tra scartoffie e mappe e qualche cd da gustare.
Ho ricaricato la scorta di momenti elementari, eredi di vecchie estati che ci vedevano insieme, e con qualche videogame; sono finita a cavallo di un motorino col vento in faccia, che a volte mi dimentico come è bello, elenie appiedata, poi me lo ricordo e mi sovviene pure tanto altro e allora oltre ad essere spettacolare, a contatto con la pelle il vento diventa gazzosa frizzante, e se ci capita qualche graffio sotto, pazienza.
Scrollarsi di dosso un po' di tempo, una razione di anni, per qualche ora. Un sapore che non svanisce e si trasforma in retrogusto quando di fulminante c'è ancora altro, in un secondo fino agli occhi, al centro di una stanza.

Non li chiamiamo Paradisi Perduti quando paradisi non sono, quando non li guardiamo da un inferno. Ho un'avversione naturale per definizioni di questo genere, non ci trovo sogni e non ci trovo troni, ci trovo possibilità, occasioni sprecate, versioni alternative e tantissimo altro, ma un paradiso perduto è un sogno, è una evanescenza che non mi torna mai e che perciò non cerco, soprattutto quando uno poi se lo riesce a figurare così, a popolarlo e ci si riesce con evoluzioni insospettabili, e sfumature, e luci, e tutto. Potrebbe sembrarlo ma non è un paradiso. Sarebbe troppo facile tagliare corto tirando in ballo miti e leggende, tuttavia non è sostanzialmente esatto, e non è quello che i miei occhi vedono, anche se sarebbero in grado di vederlo, è una bugia. E' semplicemente che c'è qualcosa di sbagliato di fondo, a giochi fatti, con queste condizioni. Come dire che il nero fa risaltare il bianco. Il che non è affatto una novità.

Poi considerando tutto, l'ultima parola è quella che conta. Non so quante parole ho lasciato che diventassero "ultime", e quando "ultime" non lo erano più si tornava indietro, sempre, e io non sapevo più quali sarebbero state le ultime, se mai ce ne sarebbero state, o forse ero io che facevo in modo che si tornasse indietro a ritrattare, io ero in grado di farlo, io, chissà come e perché.

La cioccolata.
La cioccolata, se la mangi, dicono, fa venire i brufoli, ma la mangi lo stesso se ti piace. Ma se sei a dieta, pare che alla lunga te ne passi la voglia. Dicono.

1 comment :

Elenie said...
This comment has been removed by the author.