Sunday, June 10, 2007

Confido nel fatto che coi blog bisogna avere pazienza, e bisogna averne pure coi bloggers. Soprattutto confido nel fatto che qualcuno capirebbe se dicessi che i "posti qualunque" sono una cosa momentanea, che non può essere così per sempre.
Che è come avere un razzo a motore spento, essere a corto di carburante ma voglio dire che prima o poi s'incontra un distributore.
Vabbè, prima o poi qualcosa cambierà, poco male. Che credete che possa accadere, è tutto una grande e gigantesca attesa e va da sé che la ignoriamo, ma c'è, e quando qualche fronda si smuove impieghi il tempo a individuare sensi e capire cose. Alla fine, dare un taglio a questa ricerca spasmodica mandandosi autonomamente a fanc*, sapete, fa sentire improvvisamente il vento sul viso come in sella a una moto.
Sentirsi meritevoli, ecco, di salirci.
Alla fine di luglio mi raccoglieranno col cucchiaino e ad agosto sarò out.
Una porta di accesso aperta su una rampa.
Sentirsi meritevoli.
Che è una gran boiata, se uno ci pensa bene.
Ma tanto quando agosto del cavolo sarà qui, non sentirò più nient'altro, e come sempre nessuno si accorgerà di niente.
Per ora però regge tutto quanto.

La pazienza nei confronti dei bloggers sta nel fatto che sono esseri umani e non possono prevedere quando arriverà quella certa meteorite prevista per il 2000 e rotti che poi fa di testa sua e quando le pare, pluff, ti ribalta tutte le priorità. Ma in maniera prevista, si badi, ci stava giusto quel nugolo di visionari capelloni che lo sapeva, e tu fai finta di niente per 10 anni ancora, forse 50 o 100, però era prevista e poi lo capisci.
Con i denti intirizziti e un sacco di altre cose dentro ormai congelate, le priorità ribaltate il vento in viso non è una cosa che puoi ignorare.

Verranno a dirti che tizio ha ucciso caio e ce li avevi sotto agli occhi.
Ma non puoi farci niente anche se lo sai.
E io che sto qui e lo so, come la mettiamo?

3 comments :

Kida said...
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Kida said...

Che credete che possa accadere, è tutto una grande e gigantesca attesa e va da sé che la ignoriamo, ma c'è, e quando qualche fronda si smuove impieghi il tempo a individuare sensi e capire cose. Alla fine, dare un taglio a questa ricerca spasmodica mandandosi autonomamente a fanc*, sapete, fa sentire improvvisamente il vento sul viso come in sella a una moto."
Magari non si tratta di un'attesa ma di un cercarsi senza volersi,di un bisogno bruciato dall'orgoglio o dall'odio feroce.Ci hai mai pensato?
Ci sono persone che si ritrovano legate solo quando sentono di perdersi e forse è allora che il fanc* ti fa sentire "il vento sul viso come in sella a una moto"
ma poi,i moscerini tra i denti,le lacrime agli occhi che bruciano,lo stringersi forte ai manubri...

Anonymous said...

io non ci capisco più un tubo, ne di blog, ne di bloggers, ne del mio cervello, ne delle mie giornate, è tutto così dannatamente difficile e denso e appiccicoso e magari si muovesse ad arrivare questa dannata meteorite ma che ci metta tutta la buona volontà per pigliarmi bene dritto nella capoccia perchè si ho già perso la pazienza e mi sento una certa frenesia dentro, la frenesia della cava da laboratorio che gira per ore nella sua ruota in plastica, in quei 5 cm quadrati di libertà. dovrei studiare, dovrei fare tante cose ma vai spiegalo ai miei occhi arrossati e vai spiegalo alla stronza che stende i panni li fuori e che mi ha fatto girare le palle proprio qui proprio ora in direttissima

piretto