Monday, June 04, 2007

Il tempo della sospensione tra turbolente correnti ascensionali e discensionali che sapevo essere a un palmo due palmi mille palmi di distanza dall'ultimo dei miei capelli, e io non oso mai parlare, ma fa differenza non proferir verbo se ogni piccola cellula denuncia uno stato d'alterazione a gran voce?, non penso, in verità.
Tra correnti, fatte d'aria, non si può rimanere senza aria, eppure un pugno lo sento a pochi passi che si stringerà sul filo del respiro. E' a pochi passi da qui che mi strozzerà.
Come mi verranno strozzati tutti i pensieri, compresa l'idea stessa di finire strozzati, e compreso questo saltato giù dal cuscino e forgiatosi con la luna, del chiedere, a cuore stretto, scusa.
Pensavo che per certe vite, qualcuno dovrà pur farlo, che forse resterebbe da capire se si può, chi dovrebbe farlo, se è un sacrificio perché qualcuno la smetta di tirare giù sassi dai cavalcavia fin dentro il cervello, o piuttosto un marchio pre-natale che ti indicava quel cavalcavia lì, da passarci sotto.

Chiudo qui.
Sono tentata dal cancellare questo post ogni secondo che passa.

1 comment :

Anonymous said...

chiedere scusa a volte è come prendere l'orgoglio e farne carne macinata per le polpette da dare a dei maili cechi sordi e senza pupille gustative. a volte fa male chiedere scusa perchè forse non ne siamo convinti. è anche vero che se devo scegliere di immolare il mio orgoglio o la mia pancia.....scelgo il primo. che verme che sono, ma è la mia pancia che comanda.
e fortunatamente a volte la mia pancia preme affinchè sia l'orgoglio ad essere preservato.......
piretto