Ma sediamoci. Sediamoci un attimo. La plastilina sul tavolo, un pezzo sottile tra le dita, "dove vogliamo andare". La plastilina è azzurra di quell'azzurro tenero. Non vorrei finire a lucidare bicchieri di un servizio che dovrà stare solo in bella mostra in una credenza per tutti i secoli dei secoli, diverso è lucidare bicchieri sotto qualche insegna neon. Credo che mi andrebbe bene. Mi sono vista seduta su una poltrona, i piedi alzati e un'aria di casa che ho messo insieme come un puzzle. Emanava sicurezza. In un momento imprecisato, in un punto imprecisato, cioè mi sembra bello quando mi mantengo sul semplice, quando, fondamentalmente, riesco a capire: che non è detto che sia semplice, ma riesco. Che non so quale sia la mia capacità di riuscita. L'unica immagine tranquilla di questi giorni, comunque, dopo sogni che avevano del Pinteresco, paradossalmente ho aspettato il sabato per. Il sabato. Un giorno per iniziare ad assumere medicine. Il nome del principo attivo, pronunciarlo ad altre orecchie. Pronunciare come un'interrogazione. Interrogare la geometria di quella stanza che sicuramente aveva qualcosa di colorato, nel momento in cui qualcuno attraversa la soglia dell'ingresso. Interrogare occhi canini straordinariamente simili a quelli che non ci sono più. Il mio nome. Come è vero che in lingua originale sorseggi meglio qualsiasi cosa, qualsiasi spaccato cinematografico, qualsiasi cavolata. Le fonti originali sono la cosa migliore. Epperò certe volte è sleale non potere, sleale e cerchiamo disperatamente cose leali e reali, alla nostra portata, e quelle che ci capitano a tiro (avevo scritto "attiro") sono quasi sempre tutte sleali. Ed impari. (Non "impàri", ma "ìmpari", per capirci. Freud direbbe qualcosa?) Così ho pensato che non è così grave, non credere a certe cose piuttosto che ad altre, tutto si mischia scuotendo il barattolo, e nemmeno, in fondo, stare qui a contare i giorni per una cosa o per l'altra, pure i giorni sono intercambiabili, febbraio che mese del cavolo, l'importante è come li conti, con quali occhi: meno incastonati, più vivi e non è così grave oggi. Non ho ansia. Mai. Nemmeno un progetto, solo un'idea poco affollata. Mi sembra di essere tornata di nuovo io. Stessa base, ma esponente diverso, come tutte le volte. L'esponente cambia tutte le volte. Non è così grave.
Avevo un post l'altro giorno e l'ho cancellato perché avevo una lista già abbastanza lunga di cose fastidiose nella testa.
Il sogno Pinteresco: nel bel mezzo del viaggio succedevano una serie di cose inaspettate e finivamo rapiti in un appartamento con dei tizi che ci tiravano il sangue per analizzarlo. E ci facevano dormire sulla moquette o su un divano. Mah. La solita elenie.
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