In fondo tutte le fughe del mondo hanno la stessa faccia, sempre notturna almeno un po', sempre in strada. Cominciano forte e coi pensieri in subbuglio, e tutte si trascinano uno zaino, e probabilmente hanno in seme già l'idea della meta, e quante di quelle volte somiglia in tutto e per tutto al luogo da cui si è partiti. Striature di umidità sulla linea d'orizzonte. Splendi gelido e folle diamante irraggiungibile prima che il giorno ti rubi la luce da un'alba solitaria, impertinente ma timida.
La partenza per le vacanze estive, da bambina, era un evento prettamente notturno. Con un cuscino sulle valigie del seggiolino posteriore dell'auto, un piede sul vetro del finestrino per sentire quanto si raffreddava, i miei occhi che inseguivano i lampioni in fuga dal finestrino posteriore, e nessuna voglia di dormire. Poi, voglio dire, quell'eterno dire "no" delle luci mi cullava e mi appesantiva le palpebre, ma la strana magia si era compiuta, questo era l'importante. Me la ricordo. Agli sbarchi e agli imbarchi nei porti, per esempio. Dagli autogrill. Assumeva le sembianze di una fuga, ma con un copione già scritto. Fingevo che non lo fosse, e mi riusciva facilmente perché qualsiasi meta è un posto misterioso e affascinante, se si è bambini; magari il segreto di ogni fuga riuscita è proprio questo, il sapere di non sapere in quale razza di paese si finirà; ma, pregustandosi il viaggio di notte.
Come bambini.
Come residui di un tempo di capanne fatte coi rami, di cavalli a dondolo e piedi scalzi.
Come in un'altra chance, però, questa volta, eterna. Senza il pericolo che vada rubata, sciupata, distrutta. Semplicemente legittima. Mi piace l'idea di interrompere il viaggio, ad un certo punto, e su una terrazza, d'estate, poter rimettere a posto i tasselli di un puzzle con qualcun'altro.
Uno dopo l'altro, tutti: e sorridere per la prima volta.
Meta.
3 comments :
Sai quanto mi manca la mia Napoli? Raccontami di lei, prima che la dimentichi..
a me delle mete non importa quasi più nulla, sono solo degli spot pubblicitari che durano poco, l'importante è il traslarsi nello spazio, i tramonti diversi, la musica che ci metti, mandare affanculo le voci e ascoltare solo cosa succede dentro di te. ogni volta non so dove sono stato ma torno a casa diverso, un livello che supero, un angolo in più per guardare il mondo, sperando di averne presto 360. che poi mica mi interessa guardare il mondo, mi piacerebbe anche e solo comprendere il bicchiere che ho davanti, o dare un senso alla goccia di sudore che scende sulla fronte e mi dice: cosa ci fai ancora seduto qui davanti.
forse, e dico forse, ho trovato la forza di sfidare il mare. ma queste sono cose mie, che non interessano e che sono troppo ermetiche, probabilmente. però mi è scivolata qui e qui rimane. ciao buon tutto.
non dormire la notte e viaggiare è sempre piaciuto anche a me da bambina. papà guidava per chissà dove e chissà come e tutti dormivano. solo io pensavo che avrei voluto fare la camionista per guidare di notte da sola e lo tenevo sveglio facendogli tutte le domande più stupide. brividozzo.
Post a Comment