Il primo giorno di scuola guida è quello perfetto per iniziare a finire investita dai pullman, almeno a detta di un uomo sconosciuto che all'improvviso ti afferra con violenza con entrambe le braccia, tirandoti via a suon di parolacce, chissà perché, e tu che non sapendo se essere grata o inca**arti visto che tu il pullman l'avevi visto ed era praticamente fermo e non c'era assolutamente bisogno di farti venire un infarto in quel modo, scegli alla fine sempre la seconda. Quella che ha sempre la priorità, almeno nei casi in cui il mondo non somiglia alla favola di Alice nel paese delle meraviglie. Questione che non per tutti il contatto fisico è scontato come sembrerebbe, specialmente se di dubbia intenzione, per altri non lo è l'educazione. Ma ci si fa l'abitudine.
Non come quando ti vedi bionda per la prima volta, ci pensavo proprio oggi a quel momento sotto il tetto di un tot di estati fa, con le esplosioni violente come scosse di terremoto della sera prima che ancora mi avvelenavano lo stomaco. Non so perché ci pensavo proprio oggi, ai gesti impulsivi che nella mia vita devo dire si rivelano sempre di buon tempismo, fatto sta che scivolando tra i mittenti in cerca di un indirizzo e-mail di un docente, becco proprio la sporgenza e inciampo nel nome sbagliato, nessuno che mi abbia vista per fortuna, ma è l'occasione per
mettere a confronto:
il di oggi costante insopportabile sentirsi fuori posto, fuori ordine, fuori tempo, fuori tutto
e quel modo di avanzare che, seppure per niente facile, aveva un ordine naturale, perduto, implicitamente dolce come la stanchezza alla fine di una gita scolastica in quei lunghissimi minuti in cui ci si raggomitola sul sedile dell'autobus, come tornare a casa.
Requiem.
1 comment :
cazz...i pulman..............
ti devo raccontare la mia avventura sui pulman da acerra verso napoli...
appena mi ripiglio te lo racconto..
domenica torno qui e sscrivo un po'....
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