Tuesday, December 25, 2007

Non so a che servono i post con gli auguri, eppure questo potrebbe essere un buon pretesto per cominciarne uno. E nella mia mente poi è così, è sempre così anche se faccio uno sforzo non indifferente ogni volta e vengono fuori stropicciati e sbiaditi, gli auguri. Ma non può essere sempre complicato tutto quanto. E' che ormai i Natali mi sanno sempre d'altro, che tutto mi si amplifica nella testa, ed è anche più ingiusto e complicato e poi faccio fatica enorme a essere normale, pur essendo mimetica e abituata al casino di gridi e incaxxature stagionali, io faccio fatica a smettere di parlare un'altra lingua.
Mondi che riappaiono a Natale. Mondi che stanno fermi anche per Natale. Mondi che a volte nemmeno sono esistiti.
Le cose a volte sono così semplici che manco c'è bisogno di stare a pensarci. è Natale, cavolo. E' una di quelle cose che ci scandisce il tempo. Tutto qui.
Vorrei che non ci fossero le luci e manco i negozi. Che ne so, vorrei una strada libera, liscia - che, voglio dire, nemmeno in tempi di pace! - e quasi in discesa senza feste senza tempi senza giorni sul calendario, solo con qualcuno all'altro capo. E senza rumori di sorta, clacson o interferenze di cellulari o tasti di un pc. Solo una brezza non catalogabile in nessun campionario stagionale, o in tutti. Via.

10 comments :

Anonymous said...

prova, prova... ehi non riesco a lasciare commenti

Anonymous said...

ah, okay.
No, dicevo che secondo me questa cosa che il Natale è come un punto di riferimento per il trascorrere del tempo, è abbastanza inutile e fastidiosa,ma vabbè.

Anonymous said...

il video lo fece mio fratello anni or sono.
Il pesce a volte lo mangio,a volte no.
Selo mangio è perchè l'averne bisogno prevale sullo schifo,se non lo mangio, è il contrario.

Anonymous said...

si, schifo nel senso che la carne mi fa impressione, è un cadavere, una carcassa e lo so che è logico, ma a me l'idea di mangiare un cadavere mi fa schifo. e soprattutto poi, per il modo in cui vengono uccisi quei poveri animali, trattati come se non avessero diritto anche loro ad una vita decente e fatti soffrire come se non fossero in grado di percepire dolore. e questo è quanto.

Anonymous said...

hai ragione, al 100%. cono di diventare totalmente vegetariana, un passo alla volta.
non sarà facile.
neimieiprogetti c'è la rinuncia anche alle uova e ai derivati del latte nonchè al late stesso.
Sempre per la storia degli allevanti. Ma si fa un po' per volta, per come sto adesso, se diventassi totalmente vegetariana, andrei avanti a patatine fritte e non è bene.

Anonymous said...

anche io a volte ci penso, a questa cosa degli allevamenti. è un grandissimo schifo. ma poi penso a quanto schifo c'è dietro ad un pomodoro, ad un pugno di soia o ad una prugna (quest'ultima per esperienza diretta eheheh). il discorso non è tanto l'uomo che sfrutta gli animali. il problema è l'uomo che sfrutta.uomini, animali, imbecilli, alberi, pietre,ecc ecc.
spesso non riesco a capire chi è vegano ma contemporaneamente non fa discorsi di "liberazione collettiva"...passatemi il termine. qui da me i pomodori gli raccolgono i 13enni e i 14enni....prima dell'arrivo dell'euro per ogni cassetta di pomodori che raccoglievi ti davano 200 lire. e dico 200 lire. per una cassetta piena piena piena. ecco perchè dico che anche dietro un pomodoro c'è tanto ma tanto di quello schifo che mi viene voglia di non mangiare più niente. per non parlare dello zucchero, del caffè. di tutto insomma. da qualsiasi parte mi giro, qualsiasi cosa addento vedo gente che piange e si consuma e animali che non vivono (e non muoiono) come dovrebbero.
un giorno sono arrivato alla conclusione che per risolvere davvero le cose dovremmo ammazzarci tutti e lasciare in pace il resto dell'ecosistema.

Anonymous said...

Ma secondo voi,esiste un modo giusto di morire?

Elenie,le domeniche non possono più bastare,te ne rendi conto?
Ti mando un bacio.

Anonymous said...

esistono sicuramente modi sbagliati, penso. morire in gabbia è uno di questi, secondo il mio stronzissimo punto di vista.

Anonymous said...

Morire di cancro,morire da soli,spegnersi dopo indicibili sofferenze o morire semplicemente dopo aver calpestato una mina non credo sia meno doloroso del morire in gabbia e soprattutto,secondo il mio di punto di vista,poco importa di chi o cosa è la colpa se la sofferenza comunque è la stessa.

Anonymous said...

non sto parlando di più o meno doloroso, o di chi è la colpa. se mi viene un tumore posso ancora fare finta che sia stato quello che chiamano destino a scriverlo nel mio romanzo personale, idem gli infarti, gli incidenti stradali (dipende ma ci chiudo un occhio), gli ictus. già morire calpestando una mina merita un discorso a parte: che ci facevi in mezzo alle mine? se c'avevi casa, è una morte sbagliata. se c'eri li per lavoro, non mi interessi. rientri in un'altra categoria a parte. morire sul posto di lavoro perchè manca un estintore è un modo sbagliato. morire perchè il mare mi prende è morire e basta. morire in gabbia è sbagliato e crudele più di ogni altra cosa possibile e immaginabile, secondo forse solamente alla tortura. che mi dicono sia più o meno in fase di abolizione.
morire da soli...ehehhe....questo vorrebbe tutto un altro discorso che finirebbe subito subito anni e anni lontano da qui.