Sunday, February 03, 2008

Quanto sei bella, ho pensato. Quanto puoi diventare bella. Le spiagge dietro le cancellate casuali ancora invisibili, con le discese strette e le balaustre per ballarci sotto i lampioni. Ma la bellezza non riceve necessariamente più rispetto. Ma è una sera. Che vieni su bella e superiore e ti alzi così sulle punte dei piedi e non c'è niente di accademico o di ordinario su certe sere e notti, la densità di un buio. E' banale innamorarsi delle notti ma ancora ne devono venire eccome. Di serate adatte per questo o quell'altro. E' banale ma non m'importa niente, non m'importa che lo sia, un oblò inconsistente e una radio che farfuglia.
Pure questo blog diventa rapidamente banale, la vita è una fuga eterna dalla banalità, altrimenti cosa spingerebbe le persone a fare qualunque cosa non sia necessaria?, ma la banalità, è così ovvio. Eppure non me ne frega niente. Niente di tutto il resto del mondo. Questo gioco è un gioco di equilibrio. Avere un esponente diverso significa che le cose cambiano, o che sono ancora vere? Suppongo che la base sia la stessa per cui può andare. Siamo evoluzioni di pokemon. Che immagine carina.

2 comments :

Anonymous said...

non so se si possa scappare dalle banalità. sarebbe bello certo, come scappare dall'aria puzzona e inquinata, come scappare dal cemento, dal mio cervello, dalla nausea del mattino. ci sono un sacco di cose effettivamente che vorrei lasciarmi alle spalle, il 31 dicembre dovrebbe servire a questo.....almeno secondo la tradizione, e invece non cambia proprio nulla, anzi la bamalità si incarna come un unghia che cresce storta e in direzione opposta e contraria e scava e scava e scava, diventa ritmo, diventa suono sempre uguale. non so che cazzo di giorno è...non è manco quello il punto.
a me a volte capita di guardare la campagna e dirle quanto sei bella, specie se c'è una bella luce, e della buona musica in sottofondo.
quanto non vorrei tutto questo cemento attorno.................

Anonymous said...

"altrimenti cosa spingerebbe le persone a fare qualunque cosa non sia necessaria? "

è interessante.
la mia risposta sintetica è semplicemente: godere.
O se vuoi metterla giù meglio: il piacere.
Stai parlando della differenza tra il vivere e il sopravvivere, giusto?

O forse dello scopo della vita.
Che di scopo non ne ha.

Però forse uno: viverla godendo.

E in quel caso chi stabilisce come godere? Nessuno. E quindi "banalità" non ha senso. Tom gode abbuffandosi e abbuffandosi sempre della stessa cosa. Per potersi abbuffare *deve* lavorare (=necessario). Dick gode solo se acquista degli oggetti. Harry solo se viaggia.

Necessario, per vivere, è sopravvivere. Per vivere, talvolta, qualcosa di più.

Banale... banale... mmh... ero sicuro di averci postato su... ma non trovo il post. Ho riflettuto spesso su questo fuggire ed etichettare... banalità.

Volersi migliorare è bello, volere non essere "uguali a ieri" ... perché?

Ieri non era già meglio dell'altro ieri? Una cosa che era bella non è ancora bella? Davvero basta che sia nuova perché non sia banale?

Per me che la vedo per la prima volta rispetto a te che l'abbandoni da ieri non è banale e quindi è soggettivo?

La ricerca del superamento del limite ti porta inevitabilmente verso il desiderio dell'impossibile = infelicità.

Un mucchio di stronzate, eh?

eh vabbé.

ciaooooooo, stai bene

CG