Sunday, July 10, 2005

Ancora una volta

Un passo avanti sul buio, il rumore del tacco.
Inizia la musica e poi
le note del pianoforte--
[questione di prospettive, a volte]
Le stelle con il mare, il mare con le stelle
[un'atmosfera che non esiste più]
Doveva arrivare il momento di ballare, lo aspettavi con ansia e intanto sceglievi con cura l'abito da indossare, prestando tanta di quell'attenzione perché tutto fosse perfetto, la minima sbavatura rappresentava una buona ragione per "rimescolare il mazzo"
e intanto
quando tutto ha [sembra avere] inizio, ti guardi intorno e scopri che parte degli invitati che ti aspettavi d'incontrare manca, probabile che abbiano lasciato la terrazza ben prima che il pianista raggiungesse il suo strumento; d'un tratto ti rendi conto che troppa è stata l'attesa, troppa da reggere, i migliori viaggi sono quelli delle coincidenze perse, giocate in una partita a dadi con i sogni.
Memorizzare i passi nella testa, non significa saper ballare.

[Sentire
Il Bisogno.]

2 comments :

Anonymous said...

avere delle aspettative è una cosa dolorosa, e scomoda, il più delle volte.
è un calcio in bocca dopo aver passato ore a lavarti i denti per sorridere al mondo.

sarebbe bello non avere più aspettative, discernerle dai sogni, dai progetti.
ma come si fa?
ad essere così crudeli con se stessi, dico, da bruciare anche le più piccole speranze che ci nascono timide....


però...cazzarola....le aspettative sono pericolose...pesanti........e bla bla.

Elenie said...

Triste dilemma.
"Cazzarola", parli come me :P
Ho deciso di linkarti :)