Piove sull'asfalto, dentro casa, dentro di me, scatole cinesi bucate come il formaggio. Materiali deteriorati. Guardo Tonari no Totoro di Miyazaki e penso che non funziona mai niente e l'amministratore di condominio è un ladro color senape e viscido. E' carino il contrasto con Totoro. Anch'io voglio un vicino di casa come lui, e invece bisogna pure temere di finire uccisi da un momento all'altro.
Sono contenta che qualcuno passi e decida di lasciare una traccia, ma forse ci sarebbero stati momenti migliori per farlo. D'altra parte non scegliamo quasi mai noi i momenti, io per esempio in questo momento se leggo un'altra parola sulle crisi depressive di Soseki a Londra credo che ci siano buone possibilità che vomiti sui libri. Il che è una regola piuttosto generale di questi giorni. E poi di solito verso quest'ora, inizia il momento in cui desidererei diventare una libellula, o un fringuello e sorvolare i campi ignara. Fatico ad arrivare con gli occhi alla fine di un paragrafo, fatico a mettermi in moto, a pensare, e mi è peggiorata la vista ad un occhio. Ho la mandibola stanca a furia di masticare chewing gum, e mi sembra che si parli, si urli, ma si sia più muti del solito. Neanche un gallone d'aria vero, di anidride carbonica ben spesa, solo roba che inquina.
Questa mattina la musica sussurrava per la paura di svegliare qualcosa.
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