Wednesday, May 21, 2008

Il ticchettio dei tasti ha un sapore differente anche solo cambiando stanza.
Così come il click di un mouse se misurato nell'acustica di un altro ambiente. Li modulo più discreti per non svegliare, ma di per sé farebbero meno rumore o si perderebbero più facilmente rimbalzando su una parete più ampia e spoglia o si mescolerebbe al suono della tv o ai tonfi di un martello, al ronzio di un trapano o qualsiasi altro aggeggio.
La metafora qui è quasi immediata e la tratterrei volentieri se potessi.
Metafora col mondo, metafora con il tempo di una vita e la ridimensione delle cose. Magari anche questo mi farà riflettere, forse, in un futuro, quando non avrò più a che fare con polvere di libri e/o di muri sgretolati e colate di cemento che filtrano giù lungo le pareti. Da tossire e tossire ancora, per adesso. Tossire senza altro d'interessante.

Ieri ho pensato che c'è modo e modo di stare fuori dal tempo.
C'è modo e modo. E io ne conosco uno, ma ne posso immaginare altri che non lo so.
Che non lo so se.
Altri che sono qualcosa di completamente diverso e neanche tanto male. Proprio no.

3 comments :

Unknown said...
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Anonymous said...

io per stare fuori dal tempo conosco solo il metodo che prevede di spegnere il cervello. con qualsiasi sostanza.

il fatto che l'effetto si riduce a un paio d'ore.

non ho altri rimedi migliori.
purtroppo.
e manco ne vedo.
scrivili in un libro, i tuoi, che mi interessano.

Anonymous said...

p.s
oppure basta che gli scrivi anche qui. scrivili da qualche parte insomma e spiegami che son curioso.
ehehe...emmm...
si vabbè.
intervento a cazzo.