Per la verità non è che avessi in mente tutta una dialettica sullo stare fuori dal mondo. Che io poi ci riesco senza stordirmi, senza dare testate, il che suppongo significhi che ho un cervello piuttosto easy, che funziona quel tanto che basta perché un interruttore si riveli efficace, uno solo, ed è a portata di dito. Oppure che ho una discreta dose di self-control, ma è una cosa che proprio ieri non avrei detto. Ieri che appena fuori visuale mi veniva un capogiro e la voglia di chiudermi lo stomaco con una colata di cemento.
Forse sembro scema e fuori di testa, ma quella volta prima di dormire il suggerimento che è arrivato da dentro l'armadio o da fuori la finestra era che di fatto una verità o almeno, come direbbero i Buddhisti, un certo grado di verità: l'essere stati fuori dal mondo in due, al contempo, e credo che abbia continuato ad essere un dato di fatto possibile o probabile. In 2 insieme, il che sembra paradossale a chi mi conosce e anche a chi non mi conosce, però ricordarmelo, voglio dire, e poi-
E poi basta, lo so che sono una delusione.
La figura genitoriale femminile porta avanti le sue battaglie e parla a un numero imprecisato di spettatori, fosse stato un film americano ci sarebbe stata una colonna sonora d'effetto e gli occhi lucidi. Ma non lo era e anzi probabilmente su una pellicola sarebbero rimaste impresse persino delle disgustose goccioline di sudore.
Era una battaglia che ancora per me presenta dei lati oscuri ma sembra sia tuttavia stata vera, reale quanto Waterloo, una Waterloo in miniatura perché l'effetto psicologico è quello, quasi quasi comincio a pensare che sia vero che in pochi riescono ad esprimersi o a combattere se non per liberarsi mani e piedi.
Che nessuno centra mai l'argomento e gira intorno e fa tutt'altro, come leggevo ieri qui, si attacca la tua fronte spaziosa e le tue orecchie a sventola e ci si sente eroi.
Eroi sulla munnezza, tanto per restare in tema.
1 comment :
non sarebbe male avere un interruttore semplice e un cervello ammaestrato che non se ne va per i fatti suoi che non punta gli oggetti con la bava alla bocca che non tira non piagniucola e non fa i capricci.
il self control potrebbe anche starci, ma a volte non mi basta proprio, quando supero il livello di tolleranza, non la goccia che fa traboccare il vaso ma il metro cubo d'acqua che spazza via il vaso e tutto il resto. e allora non mi basta più tutta la calma di tutti gli dei più pacifici che l'uomo abbia inventato.
mi devo accontentare del veleno che mi calma per quelle tot ore. anche ieri è stato così. ed è triste ammetterlo, il giorno dopo, che l'unico modo per stare un minimo in armonia apparente con tutto il resto sia stracciando come fili elettrici inutili le terminazioni nervose che vanno dal cervello e arrivano nello stomaco.
qualcuno potrebbe dirmi che quello che conta è rifugiarsi dalla burrasca per quei 10 minuti.
io non ci capisco niente eheheh. è sabato mattina e non sono in grado di pensare granchè bene. effetto collaterale della mia cura. come la chemio ti devasta il fisico. ogni rimedio c'ha il sul lato merdoso dietro.
e sto sporcando troppo questo spazio per i miei gusti. quindi mi obbligo a uno stop netto.
p.s
il corpo magari non sarà perfetto, però non si può mettere in dubbio che sia proprio un bel marchingegno, quando tutto funziona bene tutto è armonico e sembra quasi un meccanismo 'artificiale', come un orologio.
tant'è che tommaso d'acquino non ci mise molto a identificare l'orologiaio con.....dio.
ma questo è un discorso che di sabato mi ero promesso di non fare.
vabbè.
ciao.
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